Il Tirreno

Pontedera

Contro la crisi il baratto delle prestazioni

Contro la crisi il baratto delle prestazioni

Già una trentina di pontederesi ha aderito al "Giratempo"

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 PONTEDERA. Gianluca offre la sua esperienza di commercialista ma cerca babysitter per le sue tre bambine. Risponde Anna Maria che fa l'animatrice e ci sa fare con i piccoli. A sua volta però la fatina dei giochi chiede aiuto per riparare il suo computer. I maghi dell'informatica invece sono Ziad ed Andrea, ma in cambio accettano i biscotti di Sabrina o le decorazioni-restauro di Anna.  Secondo poi ha riparato diverse biciclette. Ma è stato appoggiato nei piccoli lavoretti domestici. Più di una trentina di pontederesi ha già scambiato gratis il proprio tempo, e soprattutto le proprie capacità, con qualcun altro, e altrettanti stanno per farlo. Fino ad oggi è stato un fenomeno di nicchia. Geniale, magari prezioso, ma delimitato entro certi confini. Chi insomma non ne faceva parte difficilmente lo conosceva e se ne aveva sentito parlare difficilmente sapeva spiegarlo. Poi la svolta.  È arrivata la crisi vera, bilanci faticosi e ricerca di nuove soluzioni di risparmio. E così la Banca del Tempo, nata da qualche mese al Centro Poliedro (foto) col nome di Giratempo, la prima nella città della Vespa, lascia intuire che sempre più cittadini aderiranno a questo sistema dove si emettono assegni e si spediscono estratti conto ma non ci sono soldi in cassa. Perché l'unica unità di scambio è la prestazione. In questo istituto di credito non esiste la parola inflazione, non ci sono commissioni da pagare, è assolutamente vietato versare o incassare denaro. E senza dubbio non è grave andare in rosso. Gli assegni non contengono cifre in euro, bensì data, beneficiario, causale e numero delle ore offerte.  «Le banche del tempo - spiega la presidente di Giratempo, Anna Caico - hanno rimesso in moto la sana abitudine all'aiuto reciproco, quei piccoli favori che in passato ci si scambiava fra vicini e che nel terzo millennio si istituzionalizzano, così anche chi va di fretta o teme di invadere il privato degli altri, si sente spinto a darsi da fare». A fare cosa? «Niente di speciale, per carità - continua Anna - ma gli scambi incentivano relazioni essenziali. Ultimamente abbiamo ripulito, risistemato e imbiancato un appartamento vicino a Pisa. Eravamo un gruppetto e oltre a dare una mano alla famiglia ci siamo anche divertiti. Il fine è quello di stare insieme, in una maniera che sia però anche costruttiva».  Un luogo ideale, insomma, di comunicazione sociale, creato per dare e ricevere reciprocamente beni e saperi, che si traducono in ore di lavoro e in un ventaglio di ipotesi infinito. Alla banca c'è un elenco dei partecipanti, una lista delle prestazioni offerte che periodicamente viene aggiornata e un estratto conto, una sintesi della contabilità dei collegamenti effettuati. E' l'antico baratto contro la crisi moderna che vale su tutti i fronti. «Gli scambi, di qualsiasi natura - conclude Anna - hanno sempre lo stesso valore. Entro la fine dell'anno poi tutti i correntisti dovranno pareggiare il conto corrente: chi ha messo a disposizione dovrà chiedere e chi ha avuto delle prestazioni dovrà rimettersi in pari, se non direttamente con gli altri girotempisti, dedicando un po' di tempo alla stessa associazione». P.S.

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