Il Tirreno

Pontedera

Sindaci, perché non siete venuti?

Giacomo Pelfer
La parte finale dell’arringa di Grillo quando ha raggiunto coloro che erano fuori; a destra il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli
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La parte finale dell’arringa di Grillo quando ha raggiunto coloro che erano fuori; a destra il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli

«Sarebbe sbagliato andare a cercare le piazze»

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 CASTELFRANCO. L'assenza era in gran parte annunciata, ma si notava comunque, lunedì sera, sulle gradinate del palazzetto dello sport a Castelfranco: non un solo assessore, tanto meno i sindaci, come non era successo neppure alla manifestazione di gennaio, nel pieno dell'attacco al processo partecipativo. Una scelta precisa, già dichiarata, per non mescolare la posizione delle amministrazioni con quella del Comitato. Una scelta, però, che molti dei presenti hanno contestato: "un'assenza complice" per qualcuno, o "la paura di confrontarsi con la gente" secondo altri.  Il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli era stato il primo ad annunciare che non avrebbe partecipato. «Una posizione condivisa con assessori e consiglieri comunali - spiega -, perché le amministrazioni stanno seguendo in questo momento un percorso istituzionale, che è diverso dalle legittime e democratiche proteste del Comitato. In questo momento non possiamo confondere i due percorsi. E questo a prescindere dal successo di pubblico dell'iniziativa, anche se, onestamente, considerando la popolarità di Beppe Grillo, mi sarai aspettato una partecipazione maggiore».  «E' opportuno tenere distinto il nostro ruolo istituzionale», ribadisce il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi, impegnato lunedì sera in consiglio comunale. «Non sarei andato comunque», spiega però Ciaponi, mettendo l'accento sulle sfumature del "no": «La nostra contrarietà all'impianto è diversa da quella del Comitato. Non siamo contrari a prescindere ai pirogassificatori, ma abbiamo ribadito la necessità di una programmazione generale per la gestione dei rifiuti industriali. Serve una pianificazione nell'interesse della collettività, e non a vantaggio di un'unica azienda».  «Ci stiamo muovendo su un terreno diverso da quello del Comitato, anche se l'obiettivo è comune - afferma il primo cittadino di Montopoli Alessandra Vivaldi -. Inoltre, in certi ambienti regna l'antipolitica, e credo che personaggi come Beppe Grillo non aiutino la discussione». Il risultato è un difficile equilibrio tra due fuochi, «anche se - dice Vivaldi -, mentre il fuoco del Comitato era scontato, quello della Regione non lo era affatto, e ci ha un po' sorpreso».  «A breve dovremmo incontrarci con il presidente Enrico Rossi - annuncia il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini -: abbiamo deciso di non andare per rispetto ad un percorso istituzionale che stiamo portando avanti». Gabbanini, però, non fa mancare neppure una stoccata agli altri Comuni: «San Miniato non ha preso parte al processo partecipativo, ed è stato un errore - dice -. Mi spiace non essere stato coinvolto da subito, soprattutto considerando il ruolo di presidente della Società della Salute».  Non accetta, invece, che si metta in discussione la battaglia dei sindaci il primo cittadino di Santa Maria a Monte David Turini: «Figuriamoci se non siamo in prima linea con le legittime proteste dei cittadini - dice -. La gente deve però capire la differenza tra i moti popolari e la responsabilità delle istituzioni. Le assemblee è bene che si facciano, anzi, far passare l'idea del rifiuto zero serve ad accrescere la consapevolezza ambientale dei cittadini. Sarebbe sbagliato, tuttavia, se i sindaci abbandonassero le sedi istituzionali per cercare le piazze. Abbiamo inviato una lettera a Rossi per uscire da questa incresciosa situazione. E' vero: la Regione ci ha messo tra due fuochi; tra vari livelli istituzionali può anche accadere, a prescindere dal colore politico. Ritengo però che si debba andare fino in fondo con la posizione espressa dal processo partecipativo, che noi sindaci siamo stati gli unici a difendere. Alla fine sarà un giudice a pronunciarsi».

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