La manifestazione
Non si utilizzano farmaci, ma un breve ciclo di sedute psicoterapeutiche con compiti assegnati a casa
Una cura contro la cocaina
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La sede del Sert, il servizio per le tossicodipendenze a Pontedera Nella sperimentazione al Sert coinvolti 70 pazienti
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PONTEDERA. Non esistono farmaci efficaci per combattare la dipendenza da cocaina. Ma da alcuni anni il Sert di Pontedera sperimenta terapie che hanno dimostrato di essere efficaci nella cura di una dipendenza che è sempre più diffusa anche tra persone all'apparenza insospettabili. Sono oltre 70 i pazienti, di varie città d'Italia, che hanno seguito questo percorso con buoni risultati. Negli ultimi anni Regione Toscana ha affidato al Dipartimento delle dipendenze dell'Asl 5, diretto dal dottor Milo Meini, il coordinamento di più ricerche cliniche relative alla cura della dipendenza da cocaina. Si tratta di studi realizzati in collaborazione con i Sert regionali, il Consiglio nazionale delle ricerche (Fondazione "G. Monasterio" - Regione Toscana) e la casa di cura "Ville di Nozzano". È stata possibile anche la sperimentazione di una nuova tecnica di trattamento effettuata a pazienti che sono in prevalenza dell'Asl 5 ma anche di altre città. «Al Sert di Pontedera - spiega il dottor Meini - è stata rimodulata la terapia cognitivo comportamentale, particolarmente utile nella cura della dipendenza da cocaina e utilizzata a livello individuale da oltre un decennio, in modo da poterla praticare in gruppo utilizzando questo strumento per incrementare l'efficacia del trattamento». L'intervento, di breve durata e centrato sui problemi che si presentano ai pazienti quando decidono di interrompere l'uso della cocaina, può essere considerato come un "programma di addestramento" individualizzato che aiuta a distaccarsi dalle abitudini associate all'uso della sostanza e ad adottare comportamenti appropriati per la tutela della salute. Un "addestramento" che richiede almeno 12 sedute in cui si affrontano vari temi, anche mediante esercitazioni pratiche, e che comporta anche "compiti a casa" i cui esiti vengono poi analizzati nella successiva seduta. Fin dalla prima seduta il paziente è indotto a riflettere sulla propria storia personale e, insieme al terapeuta, rafforza quella motivazione che è indispensabile per interrompere la dipendenza e acquisisce consapevolezza dei propri punti di forza, che gli consentiranno di mantenere nel tempo l'astensione dal consumo della droga. «I risultati finora rilevaticon questa sperimentazione - spiega il dottor Meini - ci stanno mostrando l'opportunità di pubblicare il metodo così validare il trattamento per un suo impiego a livello internazionale». Grazie ad alcuni studi clinici realizzati nel Centro della Valdera, anche la terapia farmacologica del cocainismo è divenuta parte integrante della corrente pratica clinica. I farmaci impiegati, seppur con meccanismi diversi, contrastano il desiderio di reiterare l'uso della droga, cioè quella "maledetta voglia" che in gergo scientifico è detta "craving". Quella dipendenza che rovina la vita di molte persone, causando problemi di salute irreversibili, principalmente malattie cardiache. S. C.
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