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Pontedera

Troppe tasse, chiudo bottega

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A fine anno l'arrotino storico di via Palestro abbasserà la saracinesca

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PONTEDERA. Lascia la sua storica bottega di arrotino un po' per l'età - Vittorino Farioli, ha 75 anni - e un po' per colpa di tasse e burocrazia che rendono sempre più difficile la vita dei piccoli artigiani.  Da settimane l'arrotino di via Palestro, strada del centro storico, vende a prezzi scontati forbici e coltelli. «Abbassare i prezzi delle affilature - dice - non è possibile e tirare avanti con questa crisi e tutte queste tasse non ne vale la pena». Farioli ha aperto la sua bottega il 20 luglio 1979. È proprio il caso di dire che generazioni di pontederesi sono passati dal suo negozio per chiedere piccole o grandi riparazioni.  «Anche se tra poco ho 75 anni - racconta l'artigiano - avrei ancora voglia di lavorare. Ho tanti clienti, nonostante i tempi non siano più quelli di una volta». E poi non è facile trovare un bravo arrotino. Anzi, si può dire che è un mestiere in via di estinzione. «In città siamo rimasti in due a portare avanti questo lavoro artigianale - racconta mentre consegna a una cliente un paio di forbici ben affilate - Ci sono io e l'altro arrotino che lavora vicino al Ponte Napoleonico, è un senegalese, fa questo mestiere da tanti anni».  Farioli non si nasconde: ha l'età della pensione. «Con l'ultima manovra Finanziaria - racconta - le tasse che devono pagare sulla pensione se intendo continuare a lavorare sono elevate. La piccola pensione che mi viene riconosciuta è di 711 euro mensili, allo Stato ne dovrei versare una buona parte. Non mi sento di andare avanti». Farioli non nasconde che gli sarebbe piaciuto "trasmettere" la passione per lame e coltelli al figlio. «In passato ci ho pensato più volte - dice - mio figlio invece è andato a lavorare in un calzaturificio e anche mia figlia ha un'altra occupazione».  A fine anno, dunque, la piccola bottega di via Palestro chiuderà i battenti. «Non posso fare diversamente - aggiunge - dovrei aumentare i prezzi per non lavorare in rosso. Perderei i clienti comunque». Già ora c'è chi si lamenta quando spende quattro euro per mettere a posto una lama.  «Anche se lo faccio a malincuore questo è», spiega subito dopo l'artigiano che ha clienti in più settori dalle confezioni alle macellerie. Clienti che sono stati informati per tempo della drastica decisione. Chi non sapeva lo ha capito dagli utensili in vendita nella mini vetrina.  L'impressione è che quella dell'arrotino non sarà l'unica attività a chiudere alla fine di dicembre. Molti negozi - alcuni anche storici e che hanno contribuito a fare conoscere Pontedera in questo settore - aspettano la fine dell'anno per abbassare la saracinesca in maniera definitiva. La crisi è trasversale: si fa sentire nei negozi di abbigliamento così come in quelli di musica o di bomboniere.

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