Il Tirreno

Pontedera

Un anno di discussioni attorno all’impianto contestato dalla popolazione e dalle istituzioni locali

Polemiche, processi partecipativi, cortei e poi il "ribaltone" della Regione Toscana

Cristiano Marcacci
Il palasport gremito di pubblico; a destra l’intervento di Grillo
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Il palasport gremito di pubblico; a destra l’intervento di Grillo

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 CASTELFRANCO. È da oltre un anno che la discussione sul pirogassificatore della Waste Recycling catalizza l'attenzione dell'opinione pubblica del comprensorio del Valdarno Inferiore. Prima le varie manifestazioni e proteste di piazza, poi le polemiche sul processo partecipativo costato alla comunità oltre centomila euro, poi i sofferti ma alla fine convinti "no" partoriti dai consigli comunali e provinciale, quindi il "ribaltone" operato dalla Regione Toscana e dal suo presidente Enrico Rossi. C'è da fare un po' di chiarezza, riepilogando le tappe di un cammino piuttosto tormentato.  Cos'è. Il pirogassificatore che vuol costruire la Waste Recycling è brevettato dalla Nse Industry di Empoli (il cui addetto alle relazioni esterne è l'ex assessore regionale, Pd, Agostino Fragai, il padre della legge regionale sulla partecipazione). Si tratta della stessa industria che il 28 ottobre del 2010 ricevette la visita ufficiale del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Il pirogassificatore è un impianto in grado di convertire rifiuti, pericolosi e non, in energia termica ed elettrica, destinato sia ad aziende attive nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti sia a realtà industriali che desiderano smaltire internamente gli scarti di produzione. Il macchinario può produrre fino a seimila kwh di energia elettrica all'anno ed energia termica. E può bruciare fino a 10mila tonnellate all'anno di rifiuti.  3 novembre 2010. Viene annunciato che sul pirogassificatore sarà organizzato un processo partecipativo della durata di sei mesi. Saranno costituiti un comitato di garanzia con il compito di supervisionare l'intero processo e un gruppo di esperti che assicurerà la correttezza scientifica del percorso. Il tutto impostato secondo il modello della "Consensus Conference": un gruppo di cittadini estratti a sorte porrà domande agli esperti sui vari argomenti, valutera le risposte, discuterà le questioni emerse e riporterà le proprie conclusioni in un rapporto finale. Queste si riveleranno poi negative. Il progetto verrà bocciato su tutta la linea.  29 gennaio 2011. Contro il pirogassificatore con un carro pieno di fumo. È una delle scenografie che accompagnano il pittoresco corteo che sfila per le strade di Castelfranco e al quale prendono parte oltre 1.500 persone che urlano il proprio "no" alla costruzione dell'impianto.  21 aprile 2011. L'amministrazione comunale di Castelfranco trasmette alla Provincia di Pisa il proprio parere negativo. Il consiglio comunale ratifica all'unanimità il "no" già deliberato dalla giunta.  7 agosto 2011. Il consiglio provinciale si accoda al Comune di Castelfranco e approva all'unanimità la mozione presentata dai gruppi di maggioranza Pd, IdV e Sel in cui si richiede alla giunta di condividere il parere negativo.  10 novembre 2011. Arriva il "ribaltone" della Regione Toscana. La giunta presieduta da Enrico Rossi esprime un parere tecnico favorevole all'impianto della Waste Recycling, che nel frattempo aveva chiesto di attivare la procedura speciale della recente legge regionale 35 sulla realizzazione di opere strategiche che interviene nelle situazioni di "impasse". «In questa regione - è la motivazione del presidente Rossi - se un imprenditore rispetta le leggi, le regole e i pareri tecnici vincolanti, ha diritto ad ottenere, e in tempi rapidi, i permessi». Contro Rossi si scagliano i cinque sindaci Pd del comprensorio.  24 novembre 2011. Il Garante regionale per la partecipazione, Rodolfo Lewanski, prende carta e penna per strigliare il presidente Enrico Rossi e per sottolineare che il "no" del processo partecipativo va rispettato e che se l'impianto di Castelfranco è sperimentale allora è opinabile abbia carattere strategico.

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