Il Tirreno

Pontedera

Picchia i genitori, condannato

Sabrina Chiellini
Un’aula delle udienze del tribunale di Pontedera e un controllo dei carabinieri
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Un’aula delle udienze del tribunale di Pontedera e un controllo dei carabinieri

Voleva soldi: quattro anni di carcere al ragazzo appena maggiorenne

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 BUTI. Per un lungo tempo si è approfittato degli anziani genitori adottivi costringendoli, sotto continue pressioni e minacce, a dargli fino a 400 euro alla settimana. Il giovane, che ha poco più di 18 anni ed è di origini romene, a giugno scorso è finito in carcere.  Una sera il padre, stanco di essere tenuto sotto minaccia e stanco di vedere picchiare la moglie, aveva chiamato i carabinieri. Non fu difficile per i militari di Buti, che in passato avevano visto la madre del giovane con problemi alla schiena tanto da dover indossare un busto, mettere insieme i vari tasselli di una storia di violenza tra le mura di casa. La sera del loro intervento, peraltro, i carabinieri videro che l'anziano genitore era ferito alla testa. Sul pavimento c'erano tracce evidenti di sangue. L'uomo trovò la forza di raccontare tutta la sua disperazione: il taglio sulla testa era stato causato da un mestolo con cui il figlio lo aveva colpito durante una violenta lite. E la madre ammise di essere stata più volta costretta a ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale dopo che il figlio l'aveva picchiata. Ogni volta la donna, per nascondere la verità, aveva inventato una scusa diversa. Crecava di tutelare il figlio, sperava che prima o poi si calmasse.  Una volta il ragazzo l'aveva pure spinta, secondo le accuse, dalle scale. In un'altra occasione la donna era stata colpita alla mandibola. Sempre per lo stesso motivo: lui voleva i soldi e non sentiva ragioni. Tra l'altro, forse sempre per gli stessi problemi, era rimasto coinvolto in un furto in un circolo vicino a La Rotta ed era stato scoperto dai carabinieri. Un doloroso racconto, quello dei genitori, finito in un'altrattanta dettagliata informativa inviata alla Procura. E dopo pochi giorni dall'ultima aggressione al padre Adriano Formato venne arrestato per le gravi accuse.  Da allora, cioè dallo scorso giugno, il diciottenne si trova in carcere a Pisa, al Don Bosco. L'altra mattina è stato processato in tribunale a Pontedera (sezione distaccata di Pisa) e il giudice monocratico, Angelo Perrone, lo ha condannato a quattro anni di reclusione.

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