Il dolore
Morto a 17 anni, vive su Facebook grazie agli amici
Simone prende il microfono e legge il messaggio scritto per l’amico. «Sono già 8 mesi che ci hai lasciato e ancora non riesco a crederci, sento un vuoto enorme. Il tuo gesto ci ha spiazzati ma il tuo ricordo vive dentro ognuno di noi»
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«Vieni a trovarci, ti aspettiamo nei nostri sogni». Mentre sulla parete scorrono le foto, la prof si stropiccia gli occhi e i presenti in sala sono sopraffatti dall’emozione. Simone prende il microfono e legge il messaggio scritto per l’amico. «Sono già 8 mesi che ci hai lasciato e ancora non riesco a crederci, sento un vuoto enorme. Il tuo gesto ci ha spiazzati ma il tuo ricordo vive dentro ognuno di noi». Il nome di Matteo rimbomba all’unisono nelle aule dell’Itis Marconi. E’ il saluto al compagno di classe della seconda A del liceo tecnico informatico. Matteo, 17 anni, è scomparso tragicamente, sotto un treno. Ma rivive nei pensieri, nei gesti e nella memoria di chi gli ha voluto bene.
«Su Facebook Matteo ha sempre la sua pagina - spiega la prof d’italiano - e i ragazzi dialogano con lui. E’ come se in questo mondo virtuale ci fosse ancora una finestra aperta, una possibilità per confrontarci con la sua morte. Che diventa una possibilità di crescita per tutti». C’è la commozione, il dolore, a volte la rabbia dell’incomprensione, «ci hai lasciati senza dire una parola», la speranza “ogni mattina aspetto che tu spunti dietro la colonna” e il domani “ci rivedremo dall’altra parte della strada». Si sommano i «mi manchi», i «ci divertivamo un sacco». E’ l’ultimo abbraccio al giovane boxer, tra i volti tirati dalle lacrime e i magoni. Da ieri, Matteo, sarà ricordato anche grazie alle 2 postazioni multimediali donate dai genitori alla scuola. «Matteo era sempre davanti al computer. L’informatica, insieme al pugilato - dice la mamma - erano le sue passioni».
«E l’idea di contribuire alla strumentazione scolastica - spiega il preside Pierluigi Robino mentre ringrazia la famiglia - è un modo per non dimenticare questo nostro studente che ha frequentato la scuola con impegno, volontà e bravura. Sarebbe stato felice di avere a disposizione questi materiali didattici». Matteo era rappresentante di classe «e per tutti aveva un sorriso. Era un plebiscito, votato all’unanimità, simpatico ai più», aggiunge la professoressa d’italiano Daniela Bernardini. Per questo i compagni di classe l’avevano scritto su uno striscione, il giorno del funerale. Per questo è riportato sulle targhe delle postazioni informatiche: «a pugni chiusi e con il tuo sorriso rimarrai sempre con noi».
I due pc, gli schermi giganti e i carrellini sono un’occasione per ripercorrere i momenti in classe, «le lotte per accaparrarsi un posto vicino al termosifone acceso», sorride Alex, per ripensare ai «pomeriggi passati alla play, alle bevute al London», si sfoga Antonio, alle ore «in piazza dei pini, io, te, simo, anto, meo e stacchi», aggiunge un post di Gianluca. E’ un record di commozione che corre dagli sguardi a Facebook, ai messaggi proiettati. Poi ci sarà un libro. Un altro segno della sua presenza continua.
«Su Facebook Matteo ha sempre la sua pagina - spiega la prof d’italiano - e i ragazzi dialogano con lui. E’ come se in questo mondo virtuale ci fosse ancora una finestra aperta, una possibilità per confrontarci con la sua morte. Che diventa una possibilità di crescita per tutti». C’è la commozione, il dolore, a volte la rabbia dell’incomprensione, «ci hai lasciati senza dire una parola», la speranza “ogni mattina aspetto che tu spunti dietro la colonna” e il domani “ci rivedremo dall’altra parte della strada». Si sommano i «mi manchi», i «ci divertivamo un sacco». E’ l’ultimo abbraccio al giovane boxer, tra i volti tirati dalle lacrime e i magoni. Da ieri, Matteo, sarà ricordato anche grazie alle 2 postazioni multimediali donate dai genitori alla scuola. «Matteo era sempre davanti al computer. L’informatica, insieme al pugilato - dice la mamma - erano le sue passioni».
«E l’idea di contribuire alla strumentazione scolastica - spiega il preside Pierluigi Robino mentre ringrazia la famiglia - è un modo per non dimenticare questo nostro studente che ha frequentato la scuola con impegno, volontà e bravura. Sarebbe stato felice di avere a disposizione questi materiali didattici». Matteo era rappresentante di classe «e per tutti aveva un sorriso. Era un plebiscito, votato all’unanimità, simpatico ai più», aggiunge la professoressa d’italiano Daniela Bernardini. Per questo i compagni di classe l’avevano scritto su uno striscione, il giorno del funerale. Per questo è riportato sulle targhe delle postazioni informatiche: «a pugni chiusi e con il tuo sorriso rimarrai sempre con noi».
I due pc, gli schermi giganti e i carrellini sono un’occasione per ripercorrere i momenti in classe, «le lotte per accaparrarsi un posto vicino al termosifone acceso», sorride Alex, per ripensare ai «pomeriggi passati alla play, alle bevute al London», si sfoga Antonio, alle ore «in piazza dei pini, io, te, simo, anto, meo e stacchi», aggiunge un post di Gianluca. E’ un record di commozione che corre dagli sguardi a Facebook, ai messaggi proiettati. Poi ci sarà un libro. Un altro segno della sua presenza continua.
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