Italia
Fotovoltaico, è già lite
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Impianto fotovoltaico nelle campagne di San Miniato In commissione d'inchiesta il Pd spaccato nel momento del voto per la presidenza
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SAN MINIATO. Il tempo di aprire i lavori, ed è subito scontro nella commissione d'inchiesta sul fotovoltaico, con spaccatura nel Pd. Nella prima seduta, il gruppo di 11 consiglieri sono stati chiamati alla nomina del presidente, riservata a un consigliere di minoranza. Due i candidati: da una parte Michele Altini (Pdl), sostenuto dal collega di partito Carlo Corsi e da Michele Di Gianni dell'Udc; dall'altra Laura Cavallini (Sel) appoggiata da Fabio Corsi dei Comunisti Uniti; in mezzo il blocco Pd, votato all'astensione. Il colpo di scena arriva da Francesco Lupi, che a sorpresa vota per Cavallini. Tre a tre, parità. Seduta sospesa e tutto da rifare. Alla seconda votazione Lupi torna nei ranghi e si astiene. La presidenza va quindi ad Altini, che sarà affiancato dal vicepresidente Umberto Pinori (Pd). E' il segno di una commissione che parte in un clima tesissimo, fra le proteste per le regole e i limiti fissati al suo funzionamento, come il divieto alle audizioni di cittadini e privati. "Un errore" secondo l'Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia. «La maggioranza si è chiusa a riccio - si legge in una nota - sostenendo che la commissione doveva avere come unico punto di riferimento l'operato dei responsabili dell'amministrazione, che avevano previsto con atti e delibere la localizzazione di ben 32 impianti in poco più di 3 km. Ascoltare coloro che per primi avevano denunciato questa "mostruosità" poteva essere utile all'indagine, arricchendo la lettura di atti e disposizioni col contributo dei cittadini. Se il numero degli impianti alla fine si è notevolmente ridotto, significa che qualcosa di anomalo c'era, come avevamo subito messo in evidenza». (gp)
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