Il Tirreno

Pontedera

La diocesi dice no, salta lo storico ristorante

Un padiglione allestito per la Mostra mercato del tartufo a San Miniato
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Un padiglione allestito per la Mostra mercato del tartufo a San Miniato

Dopo 20 anni di successi e 2mila coperti non ci sarà il locale dell'Associazione tartufai

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 SAN MINIATO. Sembra un paradosso, ma dopo 20 anni di successi e circa 2mila coperti per edizione, il ristorante dell'Associazione tartufai delle colline sanminiatesi non soddisferà il palato di chi voglia gustarsi, in uno dei tre week-end della Mostra mercato del tartufo bianco, un piatto a base del prezioso tubero del territorio. Un'assenza che ha sorpreso i più e che ha lasciato molti affezionati frequentatori a bocca asciutta. Per quest'anno, infatti, la diocesi ha deciso di non concedere all'associazione il refettorio del seminario che da oltre due decenni veniva utilizzato per il servizio ristorante. «E' stata una decisione che ci ha sorpreso - racconta Salvatore Cucchiara, Presidente dell'associazione -, ma la cosa che più ci è dispiaciuta è stato negare a dei nostri clienti affezionati, che ci facevano visita da quando questa attività ha avuto inizio, un buon piatto di tagliolini al tartufo». I locali del refettorio, durante questa 41esima edizione, non sono rimasti vuoti, ma sono stati destinati ad altre associazioni. «La Diocesi - continua Cucchiara - ci aveva dato come giustificazione il fatto che quei locali servissero a loro, per questo pensavamo che rimanessero chiusi. Ci siamo mossi, insieme alle istituzioni, per trovare altri fondi da occupare, ma non c'è stato modo di trovare niente all'interno della manifestazione. Con l'inizio della festa abbiamo visto, però, che questi locali sono stati offerti ad altre associazioni, ma nessuno ci ha dato una spiegazione del perchè». I tartufai, però, hanno deciso di offrire comunque il servizio ai loro affezionati clienti, anche se al di fuori della festa, e il 26 novembre, dopo il successo della cena di sabato scorso, verrà riproposta la serata a base di tartufo "Il tartufo in Bellavista", presso l'agriturismo Bellavista in via Castelfiorentino, in località Calenzano. Della vicenda si dice dispiaciuto anche l'assessore alla promozione del territorio e del turismo, Giacomo Gozzini. «E' un peccato che non si sia riusciti a fare niente per coinvolgere l'associazione tartufai all'interno della mostra. Non conosco i motivi per cui si è deciso di non concedere di nuovo il fondo, non sono decisioni che spettano all'amministrazione. Il prossimo anno ci muoveremo in maniera tale da evitare situazioni di questo genere». Toccherà al palatartufo e ai ristoratori del centro storico trarre vantaggio da questa situazione, cercando di non far rimpiangere agli affamati visitatori la cucina dell'associazione tartufai. G.R.

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