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Pontedera

Il Garante striglia Rossi

Manolo Morandini
Un corteo di protesta contro l’impianto della Waste
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Un corteo di protesta contro l’impianto della Waste

Pirogassificatore: va rispettato il no del processo partecipativo

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 CASTELFRANCO. Carta e penna per richiamare all'ordine. Il Garante regionale per la partecipazione, Rodolfo Lewanski, scrive a tutti gli attori della vicenda pirogassificatore, dal presidente Rossi ai sindaci del comprensorio. E lo fa per evitare che venga «sterilizzata» la partecipazione dei cittadini, che hanno bocciato il progetto, appellandosi alla legge 35 del 2011 con cui la giunta toscana ha dato il via libera all'impianto.  Il campanello d'allarme è chiaro. «Se i cittadini dovessero ricavare dalle conclusioni del caso di Castelfranco l'idea che la loro opinione non conta realmente, troverebbero una conferma del "sospetto" che partecipare, donando il loro tempo, energia ed intelligenza alla cosa pubblica- sia un mero esercizio simbolico, con conseguente ulteriore perdita di fiducia nella politica e nell'utilità dell'impegno civico». Il professor Lewanski non ha dubbi.  A sostegno della sua analisi e del lavoro svolto dalla giuria di 45 cittadini, un campione rappresentativo dei residenti che hanno preso parte al percorso partecipativo, il garante regionale ripercorre tutta la vicenda. A partire da quel "no" al progetto della Waste Recycling che ha dato il là alla miccia delle polemiche che porteranno il Comitato antinquinamento a scendere di nuovo in piazza, il 10 dicembre.  «Il Comune di Castelfranco ha, coerentemente con l'impegno assunto al momento di richiedere il sostegno economico regionale, rispettato il parere circostanziato emerso dal processo partecipativo recependolo nei propri atti», afferma Lewanski. Si è trattato di un processo locale, a norma della legge 69 del 2007, e come tale «vi è un'attribuzione di potere decisionale al processo stesso e ai partecipanti». Lo dice la legge e lo ricorda il garante che richiama i termini del protocollo con cui la Regione ha assicurato il proprio sostegno finanziario al processo. «Se la Regione chiede questo impegno alle Amministrazioni locali, appare logico e implicito che l'impegno valga per la stessa Regione, che ha voluto la normativa».  Una questione di metodo e di diritto. Il percorso partecipativo è inserito fra le prescrizioni esplicitamente contenute nella determina dirigenziale della Provincia di Pisa del 1 luglio 2010: d'intesa con la Provincia e con la stessa Waste il processo si è svolto prima che si tenesse la Conferenza dei servizi. E si è concluso prima della approvazione della legge 35, che è dell'1 agosto 2011 riguardante la realizzazione di opere pubbliche strategiche e di opere private.  «Applicare tale normativa al caso di Castelfranco avrebbe quindi un effetto retroattivo, in contrasto con un principio generale del diritto - afferma il garante -. E poi l'impianto è dichiaratamente sperimentale, quindi è opinabile che abbia carattere strategico».

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