Il Tirreno

Pontedera

Protesi per gli amici a 4 zampe

Due esemplari di cani ai quali è stata applicata la curiosa sedia a rotelle per permettere loro l’uso delle gambe
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Due esemplari di cani ai quali è stata applicata la curiosa sedia a rotelle per permettere loro l’uso delle gambe

L'iniziativa di Claudia: due ruote al posto degli arti amputati

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 CENAIA. La storia di Vittorio e Sofia è comune a quella di tanti cani e gatti che vengono rifiutati dai loro proprietari. Vittorio arriva dalla Sardegna, abbandonato a circa otto mesi di vita su una strada a scorrimento veloce, viene investito e lasciato senza soccorso per circa una settimana. Quando viene trovato i vermi che se lo stanno mangiando vivo, per questo si pensa che sia rimasto a lungo in quel luogo nell'indifferenza dei passanti. Una ragazza di buon cuore si accorge di lui e impietosita lo porta da un veterinario. Solitamente un cane in quelle condizioni viene soppresso. Ma Vittorio è nato sotto una buona stella e due donne meravigliose, Valeria e Caterina responsabili del canile di Gonnosfanadiga si oppongono a togliergli la vita. Per le due volontarie ogni cane deve avere la sua possibilità. A Vittorio vengono amputate le zampette e inizia il suo lungo e doloroso percorso verso la guarigione e la conquista della sua dignità di cane. Il destino lo porta a casa di Claudia De Luca, che ora abita a Cenaia.  «Quando Vittorio arriva a casa mia all'inizio sembra tutto difficile - racconta Claudia - è senza le gambine, paralizzato e incontinente.  Cambiarlo, pulirlo e gestirlo mi spaventa un pò...ma le cose si aggiustano da sole, con il tempo, l'esperienza e tanto amore! Vittorio può correre sulla sabbia, e in casa sul pavimento liscio, è un canino molto vivace, con tanta voglia di fare, uscire, conoscere altri cani».  Ecco l'idea che può risolvere il suo handicap. «Gli prendiamo un super carrellino e da quel momento in poi Vittorio esce insieme agli altri nostri cani, in campagna, per i monti, ai laghi, per le città trafficate e ricche di barriere architettoniche..lui riesce a fare qualsiasi cosa».  Claudia De Luca riesce poi a dare una migliore qualità di vita anche a un altro randagio.  «Sofia..anche lei molto probabilmente abbandonata, viene ritrovata a Napoli in un giardino. Le sue gambine sono state tagliate di netto... non si sà come abbia fatto a sopravvivere. E' completamente piagata, è infetta..sta morendo lentamente e nessuno fa niente per lei. Anche Sofia però dopo tanto dolore trova il suo angelo, si chiama Anna che la porta via di lì...viene operata gratuitamente da Sara, una meravigliosa veterinaria di Napoli e poi anche lei arriva nella casa di Claudia a Cenaia. Anche per lui lo stesso marcingegno: una sorta di sedia a rotelle costruita artigianalmente da Claudia. «Sono felice di aver conosciuto in tanto orrore e crudeltà delle persone meravigliose, e due cani fantastici che hanno reso più completa la mia vita».

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