Finanza
Ombre in commissione
Giacomo Pelfer
◗
Un campo fotovoltaico a Isola di San Miniato Corsi: «Ne fanno parte anche soggetti implicati nella vicenda»
3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Si è costituita ieri pomeriggio la commissione d'inchiesta sul caso fotovoltaico a San Miniato. Undici i consiglieri coinvolti: 5 per i gruppi di minoranza e 6 per la maggioranza Pd. Tra i posti riservati all'opposizione siedono Carlo Corsi e Michele Altini per il Pdl, Laura Cavallini di Sel, Fabio Corsi dei Comunisti Uniti e Michele Di Gianni per l'Udc. Il blocco Pd, invece, schiera Simone Giglioli, Filippo Malatesti, Gabriella Guerri, Umberto Pinori, Mauro Quagli e Francesco Lupi. Con l'astenzione determinante del Pd la presidenza è andata ad Altini del Pdl, mentre è targato Pd il vicepresidente Pinori. A partire dal via libera di ieri, la commissione avrà tre mesi di tempo per valutare l'operato dell'amministrazione in una vicenda che, più di ogni altra, ha visto coinvolti una moltitudine di soggetti e istituzioni, privati e cittadini. Una commissione, tuttavia, che vede la luce in mezzo alle proteste sui limiti e i paletti fissati per regolarne il funzionamento. A cominciare dal problema della privacy: le sedute, infatti, saranno aperte ai cittadini solo nel caso in cui non siano previsti argomenti tesi a valutare l'operato di soggetti pubblici o privati. La maggioranza delle sedute si svolgerà a porte chiuse. Saranno impossibili le audizioni di soggetti terzi, anche da parte di coloro che spontaneamente volessero portare la propria testimonianza. E le sedute, a differenza delle commissioni permanenti, saranno valide solo con la maggioranza più uno dei consiglieri. Fabio Corsi dei Comunisti Uniti parla di «commissione blindata». «È incredibile che sia impedito di ascoltare soggetti esterni, tanto più che era stato lo stesso Pd a proporlo - dice Corsi -. Evidentemente ci hanno ripensato, per timore che qualche cittadino venisse a dirgliene quattro. Abbiamo sempre sostenuto che tutti i soggetti in qualche modo implicati fossero esclusi dalla commissione. Invece, ne fa parte anche il capogruppo Pd Giglioli, organizzatore della kermesse elettorale pro-Gabbanini a cui parteciparono molte delle ditte poi coinvolte nella vicenda». Che aggiunge: «Non vorremmo che qualcuno avesse intenzione di trasformare la commissione in uno strumento per rifarsi l'immagine a colpi di maggioranza e forzature. Sarebbe una farsa. E sarebbe meglio risparmiare alle casse del Comune i 220 euro a seduta di rimborso per i consiglieri. Valuteremo e ci regoleremo di conseguenza». «La trasparenza e la correttezza amministrativa sono per noi valori fondamentali - ribattono Giglioli e il segretario comunale Pd Massimo Baldacci -. Proprio perché non tolleriamo la minima ombra di commistione tra interessi pubblici e privati, abbiamo sostenuto la scelta del sindaco di farsi promotore di due commissioni d'indagine. Nel caso del fotovoltaico, la correttezza degli atti è l'unica questione che resta aperta, dopo che un'iniziativa politica di cui rivendichiamo di essere stati protagonisti, ha risolto il problema di merito, quello di un'eccessiva concentrazione degli impianti a Isola, Roffia e Ontraino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
