Il Tirreno

Pontedera

Auto e rifiuti, le prime stangate

Paola Silvi

Aumentano le addizionali provinciali su assicurazioni e smaltimento

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 PONTEDERA. La prima è l'imposta sull'assicurazione obbligatoria Rc auto che nel 2012 sarà portata dal 12,5 al 16%. La seconda leva è la Tefa (Tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela ambientale), calcolata come addizionale sugli importi relativi a Tarsu o Tia, che i cittadini versano ai Comuni per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani: in questo caso l'aliquota si prevede passi dal 2,5 al 5%.  La Provincia sta preparando il bilancio preventivo e il ritocco ad entrambe le voci peserà sul cittadino, mediamente, per 1,2 euro al mese. Una stangatina di 19 euro in più di tasse annue. Tanto ci costerà la manovra dell'ente di piazza Vittorio Emanuele.  «Costretto a incrementare le tariffe - spiega David Turini, presidente dell'Unione dei Comuni - a fronte della riduzione dei trasferimenti regionali e nazionali". Basta fare due conti. 14 euro circa l'anno (su una polizza media) se ne andranno per la Rc auto, a cui si aggiungeranno altri 5 euro di Tefa, per ogni abitazione media che paga circa 200 euro di tassa dei rifiuti. E l'aumento è servito. Qualche giorno fa la Provincia ha incontrato i sindaci dell'Unione e ha illustrato il piano salvagente. «Per realizzare i progetti (si pensi ai circa 10,5 milioni di manutenzioni straordinarie su strade e scuole) - si legge in una nota dell'ente provinciale - non è possibile evitare il ritocco di alcuni tra i tributi locali di competenza della Provincia». E il documento preliminare della giunta provinciale sintetizza una strategia che prevede una mole di investimenti pari a 71.331.000 euro principalmente sui fronti della viabilità, dell'edilizia scolastica e della difesa del suolo; una somma destinata al rimborso di mutui, contratti per impegni di investimento, corrispondente a 15.900.000 euro tra capitali e interessi; e un totale di spese correnti, ovvero il costo del funzionamento della macchina amministrativa, che ammonta a 73.819.000 euro (al netto degli interessi sui mutui, accorpati alla voce precedente). E non solo. I tagli, rispetto al 2010, tanto per entrare nel merito, si riassumono in tre cifre: trasferimenti statali diminuiti di 3.722.000 euro (-42%); trasferimenti regionali diminuiti di 3.030.000 euro (-42%); un abbassamento della facoltà di spesa pari a 6.927.000 euro. In tutto un arretramento di circa 13,5 milioni di euro. «D'altra parte - aggiunge Turini - siamo dentro una situazione d'emergenza dove conta essere responsabili. Le risorse sono ridotte all'osso e non escludo che anche i Comuni si trovino costretti a far conto su leve fiscali». Al centro della scena, secondo Turini, il dibattito patrimoniale e l'Ici sulla prima casa. «Sarebbe ipocrita e semplicista - continua il presidente - dichiararsi contrario alla mossa della Provincia quando, se questi sono i trasferimenti, sarà improbabile non ricorrere a tagli. Abbiamo raccomandato allora sobrietà e lamentato difficoltà di resistenza per quanto riguarda le tematiche sociali».

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