Il Tirreno

Pontedera

Una chiesa e due contendenti

G.P.
La chiesa di San Rocco a Cigoli
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La chiesa di San Rocco a Cigoli

Cigoli, dedicata a San Rocco il Comune l'ha restaurata a sue spese

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 SAN MINIATO. La storia è di quelle che sembrano uscite dalla mente di Giovannino Guareschi, con la più classica delle dispute tra chiesa e politica. La ragione del contendere è l'antica chiesetta di San Rocco, incastonata tra le case del borgo di Cigoli.  Un edificio, sostiene qualcuno, di proprietà del Comune, che pochi anni fa, non a caso, intervenne con un progetto di restauro che ha impegnato oltre 400mila euro di risorse pubbliche, poi terminato negli ultimi mesi della giunta Frosini. L'idea era quella di farne uno spazio a servizio del paese, pensato per spettacoli, iniziative e assemblee. Spulciando tra i documenti catastali, tuttavia, la chiesa, non ancora sconsacrata, risulterebbe di proprietà della parrocchia, alla quale del resto sono ancora intestate le utenze per i servizi. Si apre così la discussione sulla proprietà e l'utilizzo dell'edificio.  La questione sbarcherà nel prossimo consiglio comunale con un'interrogazione presentata da Sel. «Non si capisce - dice la consigliere Laura Cavallini - in base a quali atti l'oratorio di San Rocco è stato dato interamente in gestione al parroco di Cigoli, che ne detiene le chiavi e la disponibilità. Anche la Consulta, in varie occasioni, ha chiesto chiarimenti sulle modalità di utilizzo della struttura e sulle possibilità di gestione».  L'ultima iniziativa ospitata all'interno della chiesa risale allo scorso maggio, con la presentazione di un libro dedicato ai 150 anni dell'Unità. La parrocchia, invece, ha utilizzato l'edificio per una mostra permanente d'arte contemporanea, esponendo le opere donate dal pittore Mario Mariani. «Non vogliamo fare una guerra di religione - precisa Enzo Cintelli, presidente della Consulta di Cigoli, La Catena e Molino d'Egola -. La priorità è accertare la proprietà della chiesa. Che sia del Comune o della parrocchia, però, a noi non interessa: chiediamo solo che l'edificio sia a disposizione di tutti. La mostra permanente ha rappresentato una sorta di "occupazione". Per un paese come Cigoli non avrebbe senso litigare per una cosa così. Attendiamo chiarimenti per poi affrontare la questione all'interno della consulta».  «Da parte mia non c'è nessuna preclusione», dice il parroco don Giampiero Taddei. «Ho sempre detto che bisogna capire chi è il proprietario, perché a livello catastale la chiesa appartiene alla parrocchia. Ma non la rivendico. La chiesa è utilizzabile da chi ne fa richiesta: le chiavi non le tengo io, ma due cittadini di Cigoli. L'importante, dato che non è sconsacrata, è che vengano rispettati gli obblighi ecclesiastici: sono tenuto a tenere messa in San Rocco almeno una volta al mese, e spettacoli di un certo tipo, ovviamente, non sarebbero possibili».

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