Il Tirreno

Pontedera

Il Comitato sceglie la piazza

Nilo Di Modica
Il presidente della Regione Enrico Rossi ha risposto in aula del consiglio sul parere positivo espresso dalla giunta in merito all’autorizzazione dell’impianto
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Il presidente della Regione Enrico Rossi ha risposto in aula del consiglio sul parere positivo espresso dalla giunta in merito all’autorizzazione dell’impianto

In Regione i gruppi si dividono, nessun dubbio solo dai Democratici

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 FIRENZE. Saranno le piazze e le strade di Castelfranco le protagoniste del prossimo 10 dicembre. Con una decisione più volte evocata il Comitato Antinquinamento torna a manifestare contro il progetto del pirogassificatore. Al corteo che attraverserà il paese lo scorso anno aderirono circa millecinquecento persone (nella foto un momento della manifestazione). Ma il "fronte del no" prova a sparare anche altre frecce. Via lettera, con duecento firme in calce, ha diffidato l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini, quello provinciale Valter Picchi e il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli dal rilasciare autorizzazioni per l'installazione dell'impianto.  «Preghiamo gli enti preposti, che dovrebbero essere dalla parte della gente che li ha eletti, di fare proprie le nostre preoccupazioni per la salute e non permettano l'autorizzazione dell'impianto», sostengono dal Comitato antinquinamento.  Anteprima del corteo sarà l'assemblea pubblica di lunedì prossimo all'Orto di San Matteo, in cui prenderà parola il professore dell'università di New York Paul Connett, consulente Onu in tema di rifiuti.  Anche la politica continua a dibattere sul progetto Waste. La discussione è approdata in consiglio regionale ieri mattina, con una interrogazione della Federazione della sinistra - Verdi e il voto sulla mozione dell'Udc, che invitava la giunta regionale a «procedere al riesame degli atti, in modo da verificare più approfonditamente l'effettiva sussistenza di idonee condizioni per procedere all'eventuale rilascio dell'autorizzazione dell'impianto».  La mozione non è passata con 24 voti a favore (Udc, Pdl, Lega e Fds-Verdi), 23 contro (Pd) e la determinante astensione dei 5 consiglieri Idv. Dai consiglieri dipietristi alcune riserve sulla legge regionale 35. «Nutriamo riserve che si possa applicare laddove ci siano non inerzie, ma pareri contrari degli enti locali coinvolti in opere che, pur essendo di interesse pubblico, sono realizzate da gruppi privati - sostengono i consiglieri Idv -. Abbiamo anche alcune perplessità sul fatto che il procedimento non venga assoggettato a Via. E c'è, inoltre, un sospetto conflitto di interessi verificatosi nel lungo iter della pratica».  Il consigliere Udc Marco Carraresi parla di: «Situazione complessa e molto più delicata di quanto possa apparire» approvata attraverso quello che ha definito un «processo sospetto», in riferimento all'iter seguito in Regione. Denunciano un non chiarimento sulla vicenda, invece, i consiglieri del gruppo Fds-Verdi. «Nodi non sciolti - spiegano Sgherri e Romanelli - Il primo è legato all'area individuata per il pirogassificatore, non idonea in quanto il piano strutturale comunale vi prevede realizzazioni di "impianti non inquinanti" e perché è definita dall'Autorità di bacino del fiume Arno "zona di pericolosità idraulica elevata". L'altro nodo è l'esclusione del progetto dalla Valutazione di impatto ambientale, che suscita dubbi».  «Il fatto che la giunta non ritenga di procedere ad approfondimenti la dice lunga sul grado di trasparenza - affermano i consiglieri del Pdl -. Su nostra precisa domanda nessuno ha smentito che l'inceneritore, cofinanziato dalla stessa Regione attraverso Fidi Toscana, sarebbe realizzato da una società il cui addetto alle relazioni industriali e istituzionali risulterebbe essere un ex assessore regionale del Pd, mentre la figlia di un ex sindaco del Pd avrebbe la qualifica di amministratore ed un altro ex sindaco quella di vicepresidente».

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