Italia
In centro due listini del caffè
Francesca Suggi
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Baristi divisi sul costo della tazzina del caffè: lungo il corso ha ancora prezzi diversi Sotto Gimmi Scatassa presidente Confcommercio Da una parte i bar che chiedono 1 euro, dall'altra chi fa il vecchio prezzo
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PONTEDERA. "Perché mi dà il resto?". "Ma non costa un euro?". "No, si tenga i dieci centesimi". Confusi. Sorpresi. Un gruppo di pensionati ne parla anche al tavolino del bar di piazza Cavour di questo "doppio listino". La tazzina del caffè divide in due il cuore di Pontedera. A sinistra di corso Matteotti, spalle al Duomo, i locali che non hanno ancora arrotondato il prezzo. A destra il popolo dell'euro a tazzina. Neppure una decina di bar ci sono su quei trecento metri scarsi di "promenade". E per caso chi decide di ritoccare il prezzo - la straganza maggioranza - si raggruppa tutto su un lato. A destra. Un caso, of course. Si tratta di quei commercianti che un anno fa decidono di adeguarsi alla nuova scalata della materia prima che con decorrenza 1 gennaio 2011 annunciava ritocchini. E al più dieci per cento del "grezzo" l'oro nero sale di dieci centesimi e va a un euro. Eppure a sinistra i gestori dei bar sono chiari. «Magari abbiamo aumentato qualche altra cosa, ma il caffè abbiamo preferito lasciarlo a 90 centesimi. E' un abitudine così popolare che preferiamo non intaccarla finchè possiamo», spiega Gimmi Scatassa titolare del bar J&G, nonchè presidente della Confcomercio Valdera. Due calcoli: una media di trecento caffè al giorno a novanta centesimi, fanno 270 euro a fine giornata. «Trenta euro in meno neppure li senti e comunque noi come altri abbiamo scelto di fare così», dicono anche i colleghi vicini. Gli ultimi ritocchi? Un occhio al passato: nel 2006 si passa da 0.80 euro ad una limatina di 5 centesimi in più. Anche al tempo, siamo a settembre, l'invito non arrivò dalle associazioni di categoria locali, bensì direttamente dai fornitori di caffè all'ingrosso - quello da macinare per intendersi. E' sempre l'autunno il periodo delle buone notizie: nel 2008 la tazzina tocca quota 0.90 euro. Qualcuno resta ancorato alle vecchie cifre, si comincia con la giungla dei listini, c'è un'oscillazione di 5 centesimi ma poi i locali si uniformano. E adesso anche se tanti registratori di cassa battono 1 euro, c'è sempre qualcuno che sceglie di restare popolare. «C'è da dire - continua Scatassa in veste di presidente della Confcommercio Valdera - che mediamente ogni sei mesi il grezzo aumenta». E tra i bar del centro c'è anche chi "dipende" dal tramonto. E se per tutta la mattina e l'ora di pranzo la tazzina di caffè costa novanta centesimi, quando il sole va giu' il prezzo lievita a 1 euro.
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