Il Tirreno

Pontedera

Novino, tra incongruenze e molti dubbi

«È singolare che Empoli diventi dipartimento»

Giuseppe Novino
◗
Giuseppe Novino

2 MINUTI DI LETTURA





 MONTOPOLI. Per un centro Arpat che "sopravvive" dopo una lunga ed estenuante trattativa, ce n'è un altro, a poca distanza, che invece sale di grado. È quello di Empoli, che da centro sub-provinciale diventa dipartimento a tutti gli effetti. A farlo notare è l'ex assessore all'Ambiente di Montopoli Giuseppe Novino, "licenziato" dal sindaco Vivaldi per essersi astenuto sulla delibera di giunta che autorizzava la firma al protocollo d'intesa sull'Arpat.  «Non posso credere che la nostra zona abbia meno criticità ambientali del Mugello e della Versilia - dice Novino -. Eppure è quello che si afferma nella nuova organizzazione. Ed è singolare che il centro di Empoli, le cui criticità non sono minimamente confrontabili con quelle del nostro territorio, trovi posto nella nuova organizzazione come dipartimento. La scelta migliore è portare i controlli a diretto contatto con i territori, soprattutto per un'area riconosciuta ad alta criticità come il comprensorio del cuoio». Che aggiunge: «Non è possibile comprendere il depotenziamento progressivo avvenuto per l'Arpat nel nostro territorio, saturo di attività insalubri, e che si appresta ad accogliere altre opere impattanti, come il tubone e il pirogassificatore. Perché ci si ostina a considerare "non obbligatoria" l'attività del centro e con essa il diritto alla tutela della salute?».  L'ex assessore chiede di rivedere l'accordo: «Quest'estate abbiamo rivissuto la presenza delle maleodoranze. Ed è significativo che tutto ciò sia avvenuto non appena ad aprile è stato ridotto l'organico a soli 3 operatori. Pensano forse di garantire la stessa efficacia nei controlli partendo dai dipartimenti di Pisa o di Livorno? Ma tutti sanno che lo stesso numero di interventi costerebbe molto di più e avverrebbe sempre in ritardo. A chi giova attendere giugno 2012 per la verifica?».  Le domande sono molte. «Che fine ha fatto il progetto già concordato fra gli amministratori locali, le associazioni imprenditoriali e il Cnr? - chiede Novino -. Progetto che doveva servire a conoscere i livelli di inquinamento su tutto il territorio, dando anche risposta alle domande che ci vengono poste sulle cause di alcune patologie?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze