Il Tirreno

Pontedera

I Cobas Valdera all’attacco dopo il decesso dell’operaio 54enne colpito da un infarto

«Alla Piaggio i soccorsi sono inadeguati»

Un’ambulanza all’ingresso dello stabilimento della Piaggio
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Un’ambulanza all’ingresso dello stabilimento della Piaggio

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 PONTEDERA. La Confederazione Cobas della Valdera e di Pontedera ha qualcosa da dire sulla tragedia avvenuta nei giorni scorsi alla Piaggio, dove un operaio di 54 anni è morto a causa di un infarto.  «Non imputiamo alla Piaggio il malore del dipendente - affermano i Cobas - ma se un malore può essere in certi casi attribuibile alla fatalità, altrettanto non possiamo dire sulle procedure di pronto soccorso adottate dall'azienda. L'operaio è stato caricato da una ambulanza Porter della Piaggio e portato in ospedale, dove è stato constatato il decesso. Una azienda con migliaia di lavoratori che ha la pretesa di avere un proprio sistema di primo intervento dovrebbe in realtà possedere ben altri strumenti per il soccorso immediato, un defibrillatore e un medico interno sempre a disposizione in caso di infortuni o malori, modificare le procedure interne e permettere ad una ambulanza attrezzata (che la Piaggio dovrebbe avere all'interno dello stabilimento) di raggiungere i luoghi dell'incidente nel più celere tempo possibile. Senza dubbio procedure di intervento diverse permetterebbeo interventi più tempestivi e adeguati alle situazioni. Alla direzione Piaggio imputiamo procedure di pronto intervento inadeguate e incapaci di offrire adeguata assistenza ai lavoratori. Alla airezione Piaggio imputiamo di considerare la sicurezza dei lavoratori un costo aggiuntivo per l'azienda, insomma un costo da ridurre ai minimi termini. Ma con la salute e la sicurezza degli operai non si scherza».

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