Sicurezza
Costa 200mila euro un vecchio errore su un esproprio
Sabrina Chiellini
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Il consiglio comunale di Cascina 2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Ci sono voluti molti anni ma alla fine i proprietari di un terreno espropriato con una procedura non corretta dal Comune di Cascina per realizzare una parte del Peep di Cannicce si sono visti riconoscere il danno subito. La vicenda, già passata dalla commissione consiliare, arriva al prossimo consiglio comunale. I proprietari del terreno al centro del contenzioso nel 1993 si sono rivolti al tribunale di Pisa contestando l'esproprio. Il giudice ha riconosciuto che il terreno è stato acquisito dal Comune per realizzare alloggi popolari quando ormai il vincolo urbanistico era scaduto. La sentenza è stata notificata all'amministrazione proprio in questi giorni. Per questo al prossimo consiglio, in programma per martedì, verrà attivato l'iter per riconoscere il debito fuori bilancio di quasi duecento mila euro che consentirà di pagare il risarcimento richiesto dai proprietari del terreno e stabilito dal giudice. «Dobbiamo dare esecuzione a questa sentenza - spiega il vicesindaco Giorgio Catelani - negli anni Novanta gli uffici hanno effettuato un esproprio senza che vi fossero le condizioni per farlo. Il legale del Comune dopo la sentenza che dà torto al Comune ci ha sconsigliato di presentare ricorso in appello, sulla base di quello che è emerso. Per cui ci siamo attivati per pagare quello che è stabilito dalla sentenza comprensivo di interessi e spese legali». La delibera del consiglio comunale, in cui si prende atto del debito fuori bilancio, verrà poi inviata alla Procura presso la Corte dei conti che deciderà se procedere contro chi ha firmato gli atti d'esproprio senza rendersi conto che quei terreni non erano più soggetti ad alcun vincolo. «È un atto dovuto anche questo - spiega Catelani - non possiamo fare diversamente dal momento che c'è stato un errore da parte dell'ufficio tecnico che all'epoca aveva seguito la vicenda».
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