Il Tirreno

Pontedera

Firma il futuro dell'ospedale, poi protesta

Francesca Suggi

Buselli convoca il consiglio contro i tagli. Le opposizioni: fa tutto da solo

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 VOLTERRA. Prima firma con l'Asl il futuro dell'ospedale. Declama il 12 novembre che «dopo un anno l'intesa per il protocollo è raggiunta, percorso pieno di ostacoli ma ce l'abbiamo fatta». Parla di risultato per la sanità volterrana - raggiunto senza aver condiviso alcun percorso in consiglio né in giunta della Società della Salute - e ora convoca per giovedì alle 21 un consiglio urgente aperto «per le ipotesi di tagli e accorpamenti».  Lui è il sindaco di Volterra Marco Buselli e questo è un nuovo, spinoso capitolo che riguarda la sanità, non solo volterrana ma di tutta l'Alta Valdicecina. Il suo annuncio fa da detonatore. Ma andiamo per tappe.  Percorso gestito in modo personale. In città, le diverse parti sociali denunciano la totale mancanza di condivisione del percorso, peraltro dove già è stata trovata un'intesa, come confermato dallo stesso primo cittadino durante l'incontro organizzato dal Pd sul futuro della sanità. «Noi non abbiamo ancora avuto un foglio di quello che Buselli ha firmato e adesso ci ritroviamo che lui convoca un consiglio urgente aperto. Su cosa? Da quasi un anno a questa parte noi consiglieri non siamo mai stati informati di quel che si trattava con la Asl e la Regione, mai un passaggio dal consiglio, nessuna convocazione della commissione di monitoraggio che il sindaco si era formalmente impegnato a fare votando la mozione», sottolinea Fabio Bernardini capogruppo di Progetto Originario. Sulla stessa lunghezza d'onda i sindacati: Sonia Antoni della Cgil, solo durante l'incontro Pd, apprende che si è raggiunta l'intesa per la firma del protocollo socio-sanitario che traccia il futuro dell'ospedale. Di cosa ci sia dentro, di eventuali accorpamenti, tagli, cambiamenti è all'oscuro anche il collega di Pomarance Loris Martignoni: «Ho chiesto al sindaco di confrontarsi sull'argomento, non voglio sapere le cose dai giornali su qualcosa che lui ha già firmato. Per questo ho chiesto un passaggio della questione dalla giunta della Società della Salute», commenta. Ribadendo: «Che quel protocollo va ratificato a livello politico per permettere all'ospedale di arrivare all'accreditamento ed evitarne lo smantellamento. Delle questioni tecniche se ne parla dopo».  Un documento suicida?  La perplessità è generale. Prima si decidono le cose, si sottoscrivono, si trova un'intesa. E dopo si minacciano barricate. «E' inutile convocare un consiglio aperto in questo modo, a cose già stabilite - continua Bernardini -. O Buselli ha firmato un documento suicida, oppure il direttore Asl Damone ha concordato alcune cose e poi ne farà altre. Vedo solo due possibilità rispetto a questa reazione scomposta del sindaco. Voglio sottolineare che gestire lo strumento del consiglio comunale in modo così estemporaneo svilisce tutto il percorso di democrazia che rappresenta». Conclude: «Vorrei evitare che fosse una serata rituale, populista per piangersi addosso. E' mancato il lavoro di concertazione, si chiamano cittadini e consiglieri a raccogliere i cocci? Non ci stiamo».  Una violazione dopo l'altra. Reazione al vetriolo anche da parte della capogruppo di Città Aperta Rosa Dello Sbarba. «Siamo all'assurdo, questo sindaco si permette di fare quello che vuole senza remore», si sfoga. Ed elenca tutta una serie di documenti agli atti: «Nell'ordine - dice - insieme a Progetto Originario avevamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale, bene sono scaduti i tempi senza alcun rispetto da parte del sindaco. Sabato mattina poi ci ha convocato per la conferenza dei capigruppo. Poi due giorni fa il sindaco convoca i sindacati per un incontro su cardiologia e lo fissa per il 21 novembre. Adesso riceviamo questa convocazione di un consiglio sull'ospedale senza la benché minima consultazione. Ma cosa sta succedendo a Volterra?».

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