Il Tirreno

Pontedera

Depuratori a rischio serrata

Loris Mainardi; a destra una veduta del depuratore Aquarno
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Loris Mainardi; a destra una veduta del depuratore Aquarno

Salta il tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto di categoria

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 SANTA CROCE. Il pericolo è una serrata della depurazione, con ricadute drammatiche per il distretto. È saltata infatti la trattativa nazionale per il rinnovo del contratto di igiene ambientale, scaduto da sei mesi, che regola il rapporto dei dipendenti degli impianti di depurazione. Un settore che coinvolge un'ottantina di lavoratori nel comprensorio, impiegati nei tre impianti di Santa Croce, Fucecchio e San Romano, da cui dipende la filiera conciaria.  La Cgil di zona lancia l'allarme. «Il quadro è preoccupante - dice Loris Mairnardi della Filctem-Cgil - perché la trattativa si è rotta del tutto. Mentre per il rinnovo del contratto conciario, nonostante le distanze, certi contatti si erano sempre mantenuti, in questo caso la questione è di fatto congelata, e prevediamo tempi molto lunghi prima che si possa sbloccare».  Sul tavolo della trattativa, i sindacati reclamano un adeguamento salariale, mentre dalla controparte è arrivata la richiesta di una maggiore flessibilità, nonché il taglio alla retribuzione per i primi tre giorni di malattia. Da qui la rottura. «Ancora una volta - sostiene Mainardi - paghiamo il tentativo di cancellazione dei diritti inaugurato dal modello Marchionne. All'origine della rottura, infatti, ci sarebbe anche l'uscita da Confindustria della più grande azienda nazionale che opera nel comparto dell'igiene ambientale».  Di fronte a tempi che si annunciano lunghi, la Cgil fa sapere di volersi muovere per prima con un accordo a livello locale. «Chiederemo un incontro con i vertici dei tre depuratori - dice Stefano Benvenuti della Filctem-Cgil di Pisa - per aprire una stagione di pre-contratto, che anticipi localmente quello che a livello nazionale rimane congelato. Proveremo a sbloccare la situazione, data anche l'importanza che i depuratori rivestono in questa zona».  In caso contrario, i sindacati minacciano forme di protesta, fino alla prospettiva di un blocco totale dei depuratori, che impedirebbe gli scarichi da parte delle concerie. Eventualità che avrebbe ricadute non trascurabili sull'intero distretto del cuoio. «Il rinnovo del contratto arriva in un contesto particolare - spiega Stefano Scibetta della Filctem-Cgil di Firenze -: l'interno settore dei rifiuti vive un momento di grande difficoltà, al quale si aggiungo tutti i problemi di un contratto scaduto da sei mesi».

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