Il Tirreno

Pontedera

Autodromo, rombano le polemiche

Jacopo Paganelli
A destra un momento dell’intervento del sindaco Simone Millozzi e i residenti di Pardossi durante l’assemblea
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A destra un momento dell’intervento del sindaco Simone Millozzi e i residenti di Pardossi durante l’assemblea

Infuocata assemblea coi cittadini di Pardossi. Ma il Comune tira dritto

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 PONTEDERA. Dell'autodromo di Pontedera non c'è nemmeno la prima pietra, ma in pista già rombano le polemiche. E tante. Come quelle che hanno risuonato mercoledì sera nei locali del circolo Arci di Pardossi, dove la cittadinanza si è incontrata con l'amministrazione comunale per il confronto su diversi temi, nell'ambito della definizione delle strategie di pianificazione territoriale.  Per il Comune erano presenti il sindaco Simone Millozzi, il vicesindaco Stefano Tognarelli, l'assessore allo sport Matteo Franconi e quello al bilancio Marco Papiani.  Tra le linee guida dello sviluppo della città tracciate da Millozzi, c'è appunto anche il progetto milionario della cittadella dei motori "Giovannino Agnelli".  «La procedura è stata sospesa dal proponente, ma il Comune ha intenzione di andare avanti, recependo le istanze e le osservazioni della conferenza dei servizi in Provincia. La quale, peraltro, è sempre aperta».  Come noto, l'autodromo dovrebbe sorgere sui 60 ettari della tenuta Isabella (quella dove si trova ora la discoteca Gens) per un investimento complessivo di circa trenta milioni di euro. L'area comprenderà un albergo quattro stelle con tutti i confort, campi da calcetto, da tennis e da calcio, aree a verde con 10.000 alberi e piste ciclabili. L'autodromo sarà dotato di una pista di quasi quattro chilometri e sarà disponibile per gare, prove libere e test di case automobilistiche e motociclistiche. Intorno, un mega parcheggio con 620 posti auto. Secondo i progettisti, l'impianto dovrebbe comportare un giro di lavoro pari a circa dieci milioni di euro all'anno e dare un'occupazione a novanta persone.  La cittadinanza però non digerisce il progetto dell'autodromo, e durante l'assemblea gli animi si sono scaldati. «Perché connessa all'autodromo continua a essere in programma una centrale a biomasse che fornirà luce per cinque megawatt, quando il fabbisogno è nell'ordine delle decine di kilowatt?», si chiede il geometra Giovanni Orsini, responsabile del comitato dei residenti. «Fra l'altro, una delle maggiori regioni produttrici di colza è l'Ucraina: non vorremmo che il combustibile venisse da là, magari radiattivo». Proprio la filiera corta, regolata da una convenzione fra Pluris e Comune di Pontedera, impone una circonferenza di approvvigionamento del carburante vegetale di settanta chilometri. «È chiaro che, nell'ambito dell'intendimento generale, peraltro non presente nel programma elettorale della giunta, tale convenzione non potrà essere rispettata», afferma infatti l'ex preside di Ponsacco Mannina. Un punto sul quale l'orientamento del sindaco è categorico. «Qualora il regolamento stipulato non sarà rispettato, metteremo una decisa pietra tombale sul progetto della centrale a biomasse», ribadisce Millozzi. Sul tavolo, anche le perplessità sulla gita all'autodromo di Adria. Fatta, secondo Mannina, in un giorno - come il lunedì - in cui l'attività motoristica è molto bassa. «Io sono andato una domenica a vedere coi miei occhi. Si affogava dal fumo dei tubi di scarico. A che pro l'autodromo? Perché non puntare sull'agricoltura?». Dopo un momento in cui le voci si alzano di tono e si fanno grosse, Millozzi riesce ad abbassare i toni. «Certo che l'agricoltura è importante, ma la nostra rimane un'area a vocazione industriale».

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