Sicurezza
«Senza quella concessione salta l'invaso»
La Provincia rassicura sui monitoraggi fatti al cantiere dei Boschini
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SALINE. Dalla Provincia tutte le risposte sulla questione attività Solvay nell'area di Saline. «Rispondo - inizia l'assessore Valter Picchi - nonostante tutta la questione che riguarda la subsidenza mineraria non sia competenza della Provincia ma della Regione. Il dirigente dell'ufficio vigilanza sull'attività mineraria ci scrive che Solvay ha ottemperato a tutte le prescrizioni del punto 1.3 della delibera di Via. Ha effettuato un rilievo topografico di precisione prima di cominciare lo sfruttamento dell'area mineraria; e che replica questi rilievi ogni 6 mesi. Inoltre ogni minimo movimento del suolo nella miniera è monitorato. La Pro Loco mi aveva posto solo un problema di subsidenza, il Comitato invece solleva domande anche su questioni di gestione dell'acqua. E' bene chiarire che i prelievi d'acqua dal Cecina non hanno ricadute sulla subsidenza. Per quanto riguarda le scadenze per la realizzazione del progetto Idros sono valide "salvo il mancato ottenimento delle autorizzazioni per la realizzazione della tubazione". Le autorizzazioni da parte del Comune di Montescudaio, necessitano di un Regolamento urbanistico che non è ancora approvato. Solvay a fine 2009 ci ha richiesto di diminuire la portata della concessione di Cacciatina (quella che, come sapete, serve allo sfruttamento della miniera di sale) da 2,66 moduli (8.400.000 m3/anno circa) a circa 2,06 moduli (6.500.000 m3/anno). Ho ritenuto utile ricordare questi elementi, al fine di far chiarezza sull'argomento, non certo di perorare la legittimità dell'attività mineraria di Solvay, sulla quale ci sono sentenze del Tar. A proposito delle sentenze del Tar, poi, è bene dire che esse hanno cancellato il rinnovo delle concessioni (intestate, lo ricordo, ad Atisale), che potevano essere rinnovate. Quella sulla quale Solvay ha cominciato i lavori è invece una concessione perenne: che quindi non doveva essere rinnovata e che non è interessata dalla sentenza del Tar. Quanto all'ultima sentenza, spero sia chiaro come uno dei punti cardine della modifica alla VIA che è stata cassata dal Tar, sia la previsione di compensazione che Solvay dovrà pagare in misura di 4.650.000 euro a pro dell'invaso di Puretta; invaso che, ora, rappresenta l'unica soluzione tecnica persopperire alle carenze idriche strutturali di cui soffre il territorio. Se Solvay non potrà più portare avanti il progetto di sfruttamento minerario, verrà meno il vincolo di ottemperanza alle prescrizioni di Via e, con esso, 4 milioni per Puretta: vuol dire, allo stato attuale, non farlo più».
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