Sicurezza
Lallarme dellassessore al bilancio: su alcuni servizi siamo con lacqua alla gola, pur avendo i soldi
Le manutenzioni rischiano di saltare
Paola Silvi
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La manutenzione delle piccole cose rischia di arenarsi Il Comune ha accumulato in un anno 7 milioni da pagare ai fornitori
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PONTEDERA. «Su alcuni servizi il Comune è con l'acqua alla gola». Le parole pronunciate durante l'assemblea organizzata dal Pd al circolo Bertelli di Fuori del Ponte dall'assessore al bilancio Marco Papiani sono un allarme forte e chiaro. Il settore delle manutenzioni si appresta a vivere un momento di dolorosa difficoltà. «Perché se a fine mese - spiega l'assessore Papiani - chiuderemo il bilancio in pareggio e onoreremo gli obiettivi che ci eravamo prefissati, non avremo i soldi per le classiche buche, i marciapiedi, il verde e i piccoli interventi ordinari sulle scuole». Salvi i contributi per il volontariato, il sociale e l'istruzione, la spada di Damocle sta per cadere insomma sui lavori pubblici. Contro i casi di noncuranza e di degrado i pontederesi dovranno allora avere pazienza. Per il livellamento dell'asfalto, la segnaletica stradale, la ripulitura dei muri, la risistemazione delle mattonelline nel pavet di corso Matteotti, la lotta contro le scritte dei writers di turno e la riqualificazione dei parchi ci sarà da aspettare un po' più del previsto. Perché per far tornare i conti, qualcosa va sacrificato sull'altare dei tagli. E se passa la spesa corrente, è quella per gli investimenti a correre grossi rischi. «Nei primi mesi di quest'anno - aggiunge Papiani - avevamo fornitori da pagare per quattro milioni di euro. Ad oggi, il nostro debito nei confronti delle ditte che portano avanti i lavori pubblici è aumentato fino a sfiorare i sette milioni di euro». E qui arriva il paradosso, anzi i paradossi. «Non possiamo adempiere ai nostri doveri pur avendo in cassa 10 milioni di euro che, a causa dei vincoli del patto di stabilità, non possono essere toccati. D'altra parte - aggiunge Papiani - i cantieri sono in corso e non si possono fermare». Così come non può essere stoppata questa mannaia, di cui ancora non si ha una percezione ben precisa, che calerà sui piccoli interventi di restyling della città. E' un meccanismo perverso dove i comuni sono in affanno, le imprese puntano il dito contro i Comuni che pagano in ritardo e i cittadini devono tenersi il dosso pericoloso sul marciapiede o la panchina rotta. «Noi facciamo il possibile - conclude Papiani - e operiamo all'insegna della razionalizzazione. Basti pensare che in due anni e mezzo abbiamo ridotto il numero degli impiegati comunali del 15% e con quasi 50 dipendenti in meno, oggi in totale sono 253, svolgiamo la stessa mole di lavoro». Perché per far tornare i conti non basta neppure essere di diritto nella fascia dei comuni virtuosi. «Sono arrivati 250mila euro - sottolinea l'assessore - dalla Regione per aver raggiunto questi parametri ma pur essendo una boccata d'ossigeno non risolvono purtroppo la situazione».
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