Il Tirreno

Pontedera

L'uomo dello storico sorpasso

Manolo Morandini
Il direttivo della Fim Cisl provinciale in cui si è celebrato il sorpasso sulla Fiom in Piaggio
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Il direttivo della Fim Cisl provinciale in cui si è celebrato il sorpasso sulla Fiom in Piaggio

Mangino lascia il timone di Fim. L'auspicio: «Piaggio si tenga Tecnocontrol»

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 PONTEDERA. «Nell'ex Tecnocontrol ci sono competenze e tecnologia che Piaggio dovrebbe mantenere nel suo perimetro di Gruppo». È quanto suggerisce Angelo Mangino segretario provinciale Fim Cisl. Una sorta di auspicio per un territorio da cui si sta per congedare dopo quasi sei anni passati in prima linea, a difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori.  Un addio senza rimpianti. «Le storie come iniziano devono anche finire», dice. Ma quella di Mangino, arrivato per rimettere in piedi un sindacato in difficoltà, è segnata da numeri in crescita. Su tutti lo storico sorpasso d'inizio estate delle tessere Fim in Piaggio a danno della Fiom, da sempre sigla leader nella fabbrica. E gli iscritti che in sei anni su scala provinciale sono passati da 270 agli attuali 850. «È un risultato numerico e più ancora politico di un gruppo dirigente, e non di un uomo solo, premiato per la coerenza».  Da Tecnocontrol a Piaggio. «Da una disfatta può nascere un'opportunità per il territorio», spiega. «L'attività nell'orbita del Gruppo, che ha una visione mondiale, potrebbe avere un nuovo impulso e portare nuovo lavoro e magari occupazione. Piaggio si garantirebbe le forniture, ma potrebbe anche operare come contoterzista per le aziende automobilistiche».  Qual è lo stato di salute del settore metalmeccanico provinciale? «Tutto è caratterizzato dalla presenza di Piaggio. La gestione Colaninno ha saputo lasciarsi alle spalle un'azienda alle soglie del fallimento. E lo sviluppo è arrivato mantenendo per gli stabilimenti italiani una funzione importante, anche produttiva». Il nodo è la crisi. «Soprattutto a Pontedera si sconta il peso di una crisi pesante e a doppia cifra che investe il mercato delle due ruote. Si tratta di un assestamento strutturale verso il basso della capacità di assorbimento su tutte le piazze europee». Ovvero? «I volumi produttivi possibili saranno significativamente più bassi rispetto al passato, ma di qualità. C'è una buona gamma di prodotti, che può presidiare nicchie di mercato specifiche».  Oltre i cancelli della Piaggio c'è un indotto che soffre. «Il rapporto con i fornitori si è ridotto come inevitabile conseguenza per volumi e fatturato. Quello rimasto sul territorio è un indotto di eccellenza, ma sconta il riposizionamento di Piaggio, in termini di volumi, e la crisi generale». Dove orientare la bussola per tenere botta? «Occorrere promuovere nuovo lavoro e insediamenti produttivi. Servono investimenti, la risposta occupazionale può venire solo da ciò».  Tra le opportunità ci sono quelle targate Piaggio. «Il magazzino centrale dei ricambi, la scuola di formazione per venditori e riparatori, il centro stile e quello per lo sviluppo di motori diesel, il tutto coordinato con gli enti territoriali, le università e i centri di ricerca. Sono tutti investimenti utili a garantire e confermare lo sviluppo delle due ruote, ma anche per cogliere nuove opportunità».  Dopo la segreteria Fim che cosa c'è dietro l'angolo? «La prospettiva è di continuare l'impegno nel sindacato se arriveranno delle proposte».

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