La manifestazione
Sono una decina, la task force è guidata dallAnci. Fatticcioni: minime le spese delle utenze
Comuni a caccia di rimborsi
Francesca Suggi
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Telefoni cellulari: i comuni cercano di incassare la tassa di concessione Nel mirino la tassa di concessione sulla telefonia mobile
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FAUGLIA. Dieci comuni a caccia di rimborsi sulla tasssa di concessione governati va sulla telefonia mobile. Si tratta di migliaia di euro, in totale, che i sindaci vogliono tornare a mettere nelle casse di Palazzo. «Noi dobbiamo reecuperare 1600 euro, anche se non è una gran cifra, voglia mo comunque essere rimbor sati e mettere quei soldi a diisposizione della collettività», spiega il primo cittadino di Fauglia Carlo Carli. Il borgo della Valdera, infatti, è una delle ultime amministrazio ni ad avere aderito alla cammpagna portata avanti a livelllo regionale da Anci Toscana. Con l'entrata in vigore del nuovo Codice delle telecomuunicazioni, infatti, la tassa di concessione governativa per la telefonia mobile non è più dovuta. Dal 2003 ad oggi però il pagamento è stato ancora inserita nelle bollette e gli ennti hanno continuato a pagar lo. Per questo i Comuni di Capannoli, volterra, Terriccio la, Montopoli, Pomarance, Bientina, Palaia, Santa Cro ce e Montecatini Valdicecina hanno intrapreso attraverso Anci Toscana un'azione per chiedere il rimborso per le cifre pagate (che sono pari a 154,92 euro annui per ogni cellulare in uso). Ad oggi sono 45 i Comuni toscani per i quali è stata avvviata attraverso Anci Tosca na la richiesta di rimborso della tassa di concessione per la telefonia mobile versaata all'Erario, per un importo totale di circa 800mila euro. «Coloro che fossero interesssati ad aderire possono rivollgersi ai nostri uffici, chiaamando il numero 055 2477490», fanno sapere dalla sede fiorentina di Anci. «Ci siamo accorti di questa possibilità - continua Carli da Fauglia - e subito l'abbiamo cavalcata». Anche Capannoli, con il sindaco Filippo Fatticcioni in primis, farà ricorso: «E' un percorso di civiltà», commenta a caldo e va in profondità. «Abbiamo deciso di aderire partendo da una riflessione economica: rispetto alle utenze e ai consumi effettivi, più della metà delle spese era addebitabile alla tassa governativa. Un peso del genere inficia pure il principio vero della concorrenza». Il primo successo per l'azione giurisdizionale portata avanti per conto dei Comuni dall'Anci Toscana, attraverso il conferimento dell'incarico ad un legale di propria fiiducia, arriva da Grosseto.
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