Il Tirreno

Pontedera

Quel compleanno speciale per gli scout pontederesi

Paola Silvi
Quel compleanno speciale per gli scout pontederesi

Il gruppo nasceva cento anni fa: lo ricorderà una targa nei giardini dietro il circolo Bertelli

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 PONTEDERA. Calzoni corti, maniche di camicia arrotolate e fazzoletti annodati al collo, gialli o verdi, ma rigorosamente a strisce. Si ritrovano domani mattina al campino della chiesa di San Giuseppe per festeggiare il centenario dello scoutismo a Pontedera e in Valdera. Inaugureranno una targa in onore del loro fondatore Baden-Powell che apporranno ai giardini pubblici dietro il circolo Bertelli, alzeranno la bandiera e celebreranno un compleanno speciale. Era il 1911 quando un gruppo di giovani dette vita ad un Centro di Organizzazione Rei: ragazzi, esploratori, italiani (nella foto, un gruppo dell'epoca) sotto la guida di Francesco Maglioli, sindaco e futuro podestà della città della Vespa. «Pontedera - spiega Paolo Gori responsabile della pattuglia organizzativa degli Scout d'Europa, presenti a Calcinaia e a Pontedera - è stata da sempre una città sensibile alla formazione. E appena l'esperimento Rei si interruppe, nel giugno del 1922, fu fondato l'Asci». Ma oggi, a distanza di un secolo, «siamo orgogliosi della storia che abbiamo alle spalle - aggiunge Gori - la fedeltà alla "legge" e alla "promessa" è rimasta la stessa. E merita di essere festeggiata". Perché lo scoutismo è molto di più di un passatempo pomeridiano. E' una filosofia di vita. I ragazzi, in base all'età, sono divisi in lupetti, esploratori e rover mentre le femminucce passano dalle coccinelle alle guide, alle scolte. Il più giovane ha 8 anni, il più maturo 84. «E' mio padre - sottolinea Gori - Agostino che fra l'altro è stato uno dei fondatori del gruppo nel 1944, dopo la caduta del regime fascista». Dici scoutismo, pensi natura. E con la natura, declinata in tutte le sue forme, gli scout hanno sempre avuto un rapporto privilegiato. «Partiamo, ogni estate per i campi - continua Gori - ma andiamo a portare il nostro aiuto anche in quelle zone dove la natura si è trasformata in catastrofe. I giovani crescono a contatto con il verde ma anche la città può diventare una risorsa». Giovani che, dall'osservatorio scout, non sembrano poi così pigri e passivi come a volte, li si dipinge. «La nostra è una gioventù che si muove, è in continuo fermento - prosegue il responsabile - Del resto uno degli obiettivi principali dello scoutismo è far crescere le persone portandole all'indipendenza di pensiero e all'autodeterminazione. Senza dimenticare i valori cattolici e la voglia di socializzare, di condividere». Certo in cent' anni sarà cambiato qualcosa. «I nostri cambiamenti sono quelli della società: bisogna essere capaci di adeguarsi ma nella coerenza dei principi», spiega Paolo. «Siamo consapevoli di essere eredi di una tradizione educativa antica, efficace, ben salda e radicata sul territorio». Ma sono i valori della fratellanza, della solidarietà e dell'impegno ad essere immortali. Ad essere stati tramandati nel tempo senza invecchiare. Lascia il mondo un po' meglio di come l'hai trovato, è il messaggio attualissimo che Baden Powell ha lasciato ai suoi ragazzi. Oltre 120 in Valdera.

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