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Pontedera

Arpat, un'assemblea per riunire le forze

Massimo Cavallini
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Massimo Cavallini

Rifondazione scende in campo per difendere il presidio di San Romano

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 MONTOPOLI. Rifondazione torna all'attacco sulla questione Arpat. A due settimane dalla mancata firma del protocollo per la riorganizzazione del servizio di controllo, rimandata probabilmente al prossimo 17 novembre, il Prc continua a esprimere tutte le sue preoccupazioni e annuncia un'assemblea pubblica con tutte le forze politiche e i comitati sparsi sul territorio. «Siamo molto preoccupati per il futuro di questo baluardo di prevenzione - afferma il Prc zona Cuoio per bocca di Massimo Cavallini -. Un sito di importanza fondamentale in un luogo come questo, nel quale abbiamo oltre 350 concerie, 170 lavorazioni conto terzi, 80 attività legate a prodotti chimici, 3 impianti di depurazione, una decina di attività di recupero di sottoprodotti, attività di riutilizzo fanghi di depurazione ed altre ancora che rientrano nella direttiva Seveso sui siti a rischio».  Numeri che per il Prc impongono non solo di ripensare il ridimensionamento della sede Arpat di San Romano, ma anche di ampliare la rete di controlli e prevenzione. «I sindaci del comprensorio devono rivedere la loro posizione, imponendo che il ruolo della sede Arpat diventi obbligatorio. Ecco perché auspichiamo che anche il Pd ci ripensi. Nell'attesa, per decidere le prossime iniziative, sarà organizzata una grande assemblea in cui potranno esprimersi tutti coloro che hanno a cuore il presidio». Parole ribadite anche da Giuseppe Novino, l'ex assessore all'ambiente "licenziato" dal sindaco Alessandra Vivaldi, che proprio al primo cittadino, il quale aveva nei giorni scorsi chiesto al Prc un «atto di chiarezza» riferendosi alla sua collocazione politica in consiglio, ha voluto rispondere. «La chiarezza non la devo fare io, la devono fare loro - commenta Novino -. Noi continuiamo ad andare avanti sul solco dell'impegno preso con gli elettori; vincolo che ancora riconosciamo. Se il sindaco ha cambiato idea in merito ce lo dica».  Una posizione peraltro ribadita dal Psi, anch'esso in maggioranza a Montopoli. «La posizione del nostro consigliere, di fronte a questa situazione, è di forte imbarazzo - scrive il coordinamento di zona in una lettera -. Riteniamo che il ritiro della delega a Novino sia di carattere politico e sono fuori luogo i tentativi da parte del Pd di connotare la scelta del sindaco come amministrativa». (ndm)

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