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Archivio Vasari: uno dei proprietari ha trascorso la notte incatenato davanti a Casa Vasari
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Leonardo, uno dei quattro fratelli Festari, che hanno ereditato dal padre l'archivio Vasari, ha passato la notte incatenato al portone di Casa Vasari in via XX Settembre ad Arezzo. Leonardo Festari e i fratelli intendono entrare in possesso dell'archivio che un magnate russo era pronto ad acquistare 150 milioni di euro. Il tribunale di Arezzo, su richiesta della Soprintendenza che si oppone alla vendita, ha fatto fare una perizia che lo stima 2,7 milioni. Sull'archivio c'è un vincolo del ministero dei beni culturali. I Festari hanno chiesto di poterlo vedere le carte vasariane. Ma è stato loro impedito e da qui, oltre al fatto che non vengono rispettate alcune sentenze, l'incatenamento. La protesta è andata avanti fino a stamani alle 10 quando, stremato e provato dal freddo della notte, Leonardo ha lasciato la città ed è rientrato a Chianni, in Valdera. «Siamo intenzionati a tornare a Casa Vasari lunedì o martedì in quanto - dicono i fratelli - se non otterremo il sequestro dell'archivio in nostro favore. Per questo abbiamo anche presentato alcune denunce contro la Soprintendenza e il custode che ci negano la proprietà dell'archivio». La Soprintendenza, in merito a quanto accaduto, ha dichiarato di non aver mai ricevuto la richiesta da parte dei Festari di poter vedere le carte. «In realtà il fax lo aveva ricevuto e aveva anche risposto opponendo il solito muro della burocrazia», spiegano i fratelli. E la lettera in cui la Soprintedenza diffidava i Festari da ogni accesso all'archivio è stata inviata sia all'avvocato dei fratelli e consegnata dal custore di Casa Vasari davanti a numerosi testimoni.
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