Il dolore
L'autunno si sta già scaldando
Andreas Quirici
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Dipendenti della Piaggio contro letà pensionabile Piaggio: la Fiom sciopera, corteo per le vie del centro
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PONTEDERA. Megafono in mano a chi guida il corteo, bandiere rosse al vento e volantini distribuiti ai passanti. E' cominciata così la giornata di molti operai della Piaggio, chiamati dalla Fiom Cgil a 2 ore di sciopero per cominciare a lanciare qualche segnale alla cittadinanza in quello che si annuncia come un inverno infuocato. È quel che temono le tute blu pontederesi rispetto a una situazione politica generale che "non promette nulla di buono". Subito fuori dalla fabbrica alle 8 e raduno davanti alla stazione ferroviaria dov'è stato improvvisato un comizio. «Siamo contenti per le dimissioni di Berlusconi - ha detto alla folla Massimiliano Cappellini, Rsu Fiom - ma siamo preoccupati per chi verrà dopo. Mario Monti o chi per lui sta preparando la tavola per far pagare il debito ancora a noi lavoratori». Polizia, carabinieri e agenti della municipale a controllare la situazione. Qualche uomo in uniforme a guardia della vicina sede della Uil, dove di recente sono avvenuti alcuni episodi spiacevoli. «Sono i lavoratori che producono la ricchezza, mentre altri consumano e sperperano senza lavorare. E' inaccettabile sentirsi dire che un lavoratore che ha pagato 40 anni di contributi non li debba riavere come pensione ed e' inaccettabile sentirsi dire che l'economia si salva licenziando chi lavora». Alla manifestazione dello zoccolo duro del sindacato piaggista non c'erano i segretari provinciali delle federazioni metalmeccaniche delle 3 sigle sindacali. Un po' di contrapposizione a parole con Fim, Uilm, ma niente problemi. Anzi, corteo pacifico da piazza della Stazione a piazza Cavour. Qui altro comizio «per cominciare a dire che a Roma stanno prendendo decisioni che potrebbero incidere sulla vita di tutti i giorni», ripete Cappellini. Chiamato a gran voce per un incontro "in strada", il sindaco Simone Millozzi è sceso dal suo ufficio, ha ascoltato le parole dei lavoratori e poi ha preso in mano il megafono: «Le istituzioni sono solidali coi problemi del mondo del lavoro. Il nostro territorio è fortemente impegnato a salvaguardare i diritti, ma anche l'occupazione, considerate le numerose vertenze aperte in molte aziende della zona. Una cosa è certa. I diritti dei lavoratori non devono essere toccati. A livello nazionale mancano politiche che incentivino e che proteggano chi produce per davvero, creando ricchezza in questo Paese. Ma è intenzione di chi amministra a livello locale difendere quei diritti ottenuti con anni di lotte e sacrifici».
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