Finanza
Parcheggio, la rivolta dei residenti
Jacopo Paganelli
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A destra piazza XX Settembre ancora con le auto Sotto il sindaco Marco Buselli Il Comune chiude piazza XX alle auto e scatta la petizione: manca un'alternativa
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VOLTERRA. A breve partirà una vera e propria raccolta firme. E già una carica di residenti, oltre 150, sembrano pronti a firmarla: oggetto del contendere contro il Comune la recente decisione di chiudere piazza XX Settembre al parcheggio delle auto. La seconda piazza della città, che ospita anche un monumento ai Caduti in guerra, è stata recentemente oggetto di una ordinanza che vieta il parcheggio delle macchine. Anche quelle dei residenti. E sono questi ultimi a lamentare la situazione, che nelle intenzioni del Comune avrebbe dovuto migliorare, in virtù di un acquisito decoro urbano. Capofila dei malpancisti volterrani è Michele Burchianti, residente proprio nella piazza. «Il Comune, mettendo il divieto di sosta nello spiazzo - polemizza il cittadino - ha fatto sicuramente una stupidaggine». Almeno in relazione alla situazione attuale: quello che infatti lamenta il Burchianti è, da un lato, la mancanza di posti auto alternativi per i residenti. «Come opzione sostitutiva ci hanno propinato un parcheggio di pochissimi posti, fra l'altro non riservato ai soli volterrani. Tutti - cittadini e non - possono infilare lì la propria automobile, in barba ai divieti di transito. E trovare posto diventa davvero difficile. Prima di procedere all'ordinanza, dovevano pensare che noi le macchine non possiamo mangiarle». Dall'altro lato c'è, nelle parole di Burchianti, la mancanza di un piano più grande. «Sarei stato d'accordo se dietro ci fosse stato un progetto di pedonalizzazione generale e allargata della città. Ma come mai, mi chiedo io, Volterra è un far west per le automobili, e i provvedimenti si prendono solo per questa singola situazione? Come mai altri luoghi, come piazza dei Priori e piazza dei Fornelli, non vengono interdetti al traffico? C'è evidentemente qualcosa che non torna». A adesso via con la raccolta firme da depositare direttamente in Comune. «Praticamente tutte le persone che sento sono contrarie - dice ancora Burchianti - La prima risposta che ci ha dato il sindaco sulla necessità di riqualificare e recuperare uno spazio per la socialità lascia il tempo che trova».
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