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Museo del Cuoio: per l'allestimento tempi ancora lunghi

Museo del Cuoio: per l'allestimento tempi ancora lunghi

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 SANTA CROCE. Vecchia e nuova politica santacrocese che si fondono tra le mura del Museo del Cuoio (foto). Si riaccende lo scontro sulle sorti dell'edificio progettato dall'architetto Carmassi, ancora in attesa dell'agibilità e dell'allestimento. Qualcosa si starebbe muovendo, come annunciato dall'assessore Mariangela Bucci, che ha parlato di un interessamento dei conciatori, pronti a impegnarsi economicamente «per completare un'opera di pregio, unica nel panorama nazionale».  Un impegno annunciato, tuttavia, che fa storcere la bocca, soprattutto ad una parte dello schieramento d'opposizione, che parla di "un'operazione poco chiara, mai discussa in consiglio, e portata avanti - dicono - anche all'insaputa di molti conciatori".  «Ho chiesto una copia integrale del fascicolo relativo al museo - dice la consigliera Irene Storti -, in particolare del progetto che sarebbe stato presentato ai conciatori. Vogliamo vedere gli atti, conoscere forme e modalità di un'eventuale allestimento, anziché ricevere le risposte a mezzo stampa».  «Si tratta di capire - gli fa eco Maurizio Donati - cosa ne sappiano effettivamente i conciatori. Quel che è certo è che finora in consiglio comunale non se n'è mai parlato».  Donati torna a ricordare il servizio del nostro giornale sulla forte somiglianza tra il museo santacrocese e il nuovo cimitero urbano di Arezzo, progettato sempre da Carmassi: «Sono davvero favorevoli i nostri imprenditori - chiede -, considerata anche la situazione economica, a finanziare un'opera che ha perso valore? Perché un doppione non può essere un pezzo pregiato. Vorremmo capire cosa è successo negli anni della progettazione: finora non abbiamo avuto risposte, neppure dall'allora assessore ai lavori pubblici e oggi capogruppo d'opposizione».  Critiche condivise anche da Stefano Giannotti ("Il centrodestra per Santa Croce"): «Mi risulta che molti conciatori non ne sappiano niente. Se esiste un accordo lo si porti in consiglio comunale. Su questo argomento c'è bisogno di certezze».  Franco Donati, presidente dell'Associazione conciatori, prova a tranquillizzare: «Siamo ancora in una fase preliminare - dice -; se la cosa andrà avanti avvieremo i passaggi istituzionali».  «Per adesso - spiega - abbiamo creato una commissione pubblico-privata, alla quale abbiamo invitato anche l'Unic, guidata da Alessandro Francioni e composta da imprenditori e amministratori locali. Al suo interno stiamo valutando una serie di idee e di ipotesi per capire come allestire il museo. Stiamo pensando di creare una parte multimediale ed una espositiva. Abbiamo quindi preso contatti con la Scuola di conceria di Torino per avere macchinari e vecchi reperti, da aggiungere al materiale che l'amministrazione aveva già raccolto negli anni passati». Sul tavolo della commissione si parla anche della futura gestione: «E' un edificio pubblico - dice Donati - e non può essere dato ad un'associazione privata come la nostra. Stiamo quindi valutando con quale società entrare, magari con un ente misto pubblico-privato, ad esempio Poteco. L'obiettivo è creare una struttura viva, in grado di dialogare con il tessuto imprenditoriale, e in particolare con i giovani e la ricerca. Date le difficoltà del Comune ci è stato chiesto un aiuto, e gli imprenditori non possono assolutamente lavarsene le mani».

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