Il Tirreno

Pontedera

L'obiettivo di Giorgia interroga le altre sul linguaggio dell'amore

Andrea Lanini
Giorgia Madiai fotografa e pittrice che vive a Casciana
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Giorgia Madiai fotografa e pittrice che vive a Casciana

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 CASCIANA TERME. Con la penetrante sensibilità che solo gli occhi di una donna sanno e possono avere, l'obiettivo di Giorgia studia le altre donne, le analizza, le spiega, le indaga, le interroga, ne amplifica i pensieri, gli umori, le incertezze passeggere, le certezze granitiche, la voglia di piacere, di piacersi, di connettersi - in modo repentino, immediato, oppure anche lentissimo, da colata lavica - con quella dimensione smerigliata e sfuggente che è il linguaggio dell'amore. L'amore in tutte le sue forme, in tutte le sue maschere, le sue evanescenti apparenze. Che tutto ciò duri un'istante o tutta la vita, agli occhi dello spettatore non deve interessare. Conta più che altro afferrare, per quanto è possibile, il senso di una sfida: specchiarsi nel segreto della femminilità.  Livornese ma "pisana" d'adozione (vive con la famiglia a Ceppato, frazione del comune di Casciana Terme), figlia d'arte (suo padre è Mario Madiai), pittrice, fotografa, Giorgia Madiai a quel segreto dedica un progetto dal nome eloquente: "Multiversodonna". Un segreto da mettere a nudo: gli scatti sono dedicati a corpi rigorosamente senza veli. A partire dalla prossima settimana, Giorgia e il suo staff fanno tappa allo studio Tst Art Gallery, al 190 di corso Amedeo, a Livorno; e lì resteranno per tutto il mese di novembre, in attesa di volontarie desiderose di mettersi in gioco, di sperimentare i sapori di questa specie di sfida con l'obiettivo, ma ancora prima con sé stesse. «Mi interessa raccontare il corpo della donna in tutte le sue sfumature», dice Giorgia. «Voglio documentarne le caratteristiche, fissarne i vari stadi, osservarne l'età, l'etnia, i difetti. Non siamo in cerca di modelle né di veline: vogliamo incontrare le donne "vere", quelle che appartengono alla quotidianità di ciascuno di noi, quelle che troviamo in giro per strada, nei negozi, nei locali. La vera perfezione sta nella diversità, nel difetto. I modelli estetici propagandati dalla tv non mi interessano. Sono ripetitivi, banali».  Le fotografie di "Multiversodonna" (chi volesse farne parte può contattare Giorgia Madiai allo 0586 897771 o al 348 8014120) verranno esposte nella primavera del 2012 in una mostra a cura di Cristina Olivieri, titolare di "Cdcom arte e comunicazione".  «Sono vent'anni che faccio fotografie al femminile. Non ho mai avuto modelle, solo amiche interessate a questo tipo di linguaggio. Attraverso l'obiettivo cerco di catturare i caratteri, la personalità di una persona. Lavoro in coppia con un bravissimo collega, Paolo Garzella. Siamo sempre insieme, come una coppia di ballerini di tango. Di questo progetto fa parte anche lui. È lui che mi ha introdotto al digitale. Anche se non ho mai abbandonato del tutto il fascino della camera oscura, coi suoi odori, le sue suggestioni. Da mio padre, dalla sua pittura, ho imparato a rispettare gli equilibri, che poi sono quelli, in una foto o su una tela, a fare la differenza tra un lavoro riuscito e uno mancato. Artisticamente, sono cresciuta dentro il suo studio. Non che lui abbia mai pensato di insegnarmi qualcosa: è un orso. Ho rubato con gli occhi. Oggi compongo immagini come se dovessi realizzarle con colori ad olio».

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