Cascina, appello al consigliere di minoranza dopo mesi dalluscita dalle fila del Pdl
«In aula c'è un visconte dimezzato» Il sindaco richiama all'ordine Biasci
Guido Bini
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Una seduta del consiglio comunale di Cascina; a destra il consigliere di minoranza Mario Biasci 2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Per alcuni il caso di Mario Biasci - uscito dal Pdl appena eletto in consiglio comunale, senza però aderire ad altri gruppi consiliari - è solo una questione di partito. Ma di tutt'altro avviso è il sindaco Alessio Antonelli: «Senza gruppo consiliare è una specie di visconte dimezzato». «Un apolide senza terra che nuoce al dibattito politico- prosegue il primo cittadino - e che impedisce al consiglio comunale di svolgere pienamente le sue funzioni. Motivo per cui ci deve dire in che gruppo sta». La mossa di Biasci, partorita all'indomani delle elezioni, è simile a quanto già avvenuto nel vicino Comune di Vicopisano. Nel giugno 2009, quando si celebrarono le elezioni all'ombra della Rocca, la consigliera Marrica Giobbi non fece passare neanche il primo consiglio che già aveva lasciato la lista in cui era stata eletta, guarda caso sempre il Pdl. In entrambi i casi, la scelta di intraprendere una strada autonoma è stata motivata con discordanze interne al partito: Giobbi se la prese con il coordinamento provinciale, Biasci ha puntato il dito contro le strategie messe in atto dal Pdl locale in campagna elettorale. Ma mentre a Vicopisano Giobbi ha avuto modo di costituire un gruppo autonomo (Per i cittadini), prendendo facilmente posto in tutte le commissioni consiliari, il collega cascinese non può fare altrettanto. A negare a Biasci la costituzione di un gruppo autonomo è il regolamento del consiglio comunale. L'articolo 4 impone che per la nascita di un gruppo, anche misto, ci siano almeno due consiglieri, mentre l'articolo 54 spiega che per essere membri di una commissione è necessario essere espressione di un gruppo consiliare. Motivo per cui Mario Biasci, da che ha lasciato il Pdl, può ancora sedere in consiglio per dire la sua, ma niente più. Una presa di posizione certo mal digerita dai suoi compagni del centrodestra, ma mal vista anche dal primo cittadino, che non lesina le parole. «Prima di tutto - commenta il sindaco Antonelli - occorrerebbe rispettare la volontà degli elettori, rappresentando in consiglio la lista nella quale si è stati eletti. Soprattutto nel caso di Mario Biasci dove il dissenso non è per questioni di giudizio politico». «Fatto sta che adesso - conclude Alessio Antonelli -, non appartenendo ad alcun gruppo, il consigliere Biasci non esercita correttamente la sua funzione, non può discutere a fondo sulle questioni e limita l'operato di tutto il consiglio. E se il regolamento gli vieta di fare un gruppo autonomo, ripeto, è bene ci dica quanto prima a quale gruppo vuole aderire».
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