Il Tirreno

Pontedera

Con il cinema si celebra la Festa della Toscana

Paola Silvi
L’interno del Cineclub L’Agorà di Pontedera
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L’interno del Cineclub L’Agorà di Pontedera

Da stasera (con "Don't cry for me Argentina") fino al 15 novembre la rassegna di film all'Agorà

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 PONTEDERA. Festa della Toscana a base di "Una storia, tante diversità". Così attorno al 30 novembre, giorno in cui si ricorda una grande conquista di civiltà, l'abolizione della pena di morte avvenuta nel 1786 ad opera del Granduca Pietro Leopoldo, Pontedera punta sul magico mondo del cinema, declinato nelle sue variegate sfumature, linguistiche, espressive, culturali. "Don't cry for me Argentina" è il titolo della rassegna che andrà in onda al Cineclub Agorà da oggi al 15 novembre. «Un'occasione - spiega Liviana Canovai, assessore alla cultura del Comune - per percorrere un cammino a tutto tondo, che arricchisce chiunque voglia assumere una dimensione europea, voglia aprirsi a paesi e tradizioni apparentemente lontani, voglia approfondire, in ogni senso, l'interazione tra popoli diversi e soprattutto abbia a cuore la tutela dei diritti umani, spesso invece bisfrattati e oppressi».  A partire da stasera, ci potremo allora commuovere e gioire con i protagonisti de "La quimera de los heroes", "Cautiva", "Cartoneros de Villa Itatì", "Leonera" e "Si sos brujo - Una historia de tango". Ci immedesimeremo nel gruppo dei musicisti argentini che tenta di salvare il tango e nella mamma detenuta che cresce il figlio in carcere. «Perché il senso di questi film - entra nel merito Julio Santucho, direttore del Festival dei diritti umani di Buenos Aires - sta nel testimoniare che una società può uscire dalla crisi, anche economica, se riesce a concentrare l'energia di molti. Una collettività che crede, può trasformare l'impossibile in possibile». E se il cinema è un sogno, una passione, «offre comunque alla comunità - aggiunge Santucho - l'opportunità di educare i giovani a pensare in grande». Ma l'idea della rassegna che preannuncia la Festa della Toscana, arriva da lontano. «Da sempre - spiega Paolo Bernardini, responsabile del circolo cinematografico - coltiviamo questo impegno culturale sudamericano. Ufficialmente iniziammo nel 2000 con una mostra fotografica di Marcel Brodsky e poi di Lucia Quieto. Nel 2004 invece presentammo il film-documentario di Fernando Solanas, nel 2006 il libro di Enrico Calamai e nel 2009 l'ultima opera di Solanas. Con la speranza di poter ospitare l'artista nel 2012, proietteremo questi 5 film argentini, inediti in Italia, convinti dell'importanza di veicolare nel mondo i valori sudamericani».  E dietro l'angolo, a fare capolino, ci sono già in programma altre rassegne dedicate all'Africa e alla Palestina. Senza contare le altre iniziative, dalla presentazione del lavoro sul generale Luigi Stefanelli alla chiusura del percorso dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che si aggiungeranno alla Festa della Toscana.

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