Finanza
Va all'assemblea col sindaco e muore
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Moreno Chetoni e lassemblea al Romito L'uomo, 51 anni, era appena intervenuto per dire "no" al progetto Campi d'Era
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PONTEDERA. Era rimasto in silenzio per tutta la sera. Aveva ascoltato il lungo l'intervento del sindaco, poi le domande della gente e infine aveva fatto le sue osservazioni. Ma mentre il primo cittadino gli stava replicando, s'è accasciato, privo di sensi, colto da un malore. È iniziata così, intorno a mezzanotte di lunedì sera, l'agonia che ha portato alla morte - poco dopo in ospedale - di Moreno Chetoni, 51 anni, pontederese, di professione meccanico navale. Era nella sala del Circolo del Romito, dove si teneva uno degli incontri che, in questi giorni Simone Millozzi e parte della sua giunta, stanno tenendo con le consulte di quartiere e delle frazioni, per illustrare lo sviluppo futuro, più o meno immediato, della città. Chi gli stava seduto vicino, ha sentito che, in un attimo, il suo respiro era diventato grave e affannoso, fino a che ha perso i sensi, adagiandosi su un lato della sedia su cui era seduto. Immediati sono scattati i soccorsi. Le richieste di intervento di un'ambulanza, alla centrale del 118 dell'ospedale Lotti sono state avanzate prima dal presidente della Consulta del Romito, poi dall'assessore Stefano Tognarelli. E, infine, anche il sindaco Millozzi, ha cercato di spiegare, con una chiamata alla centrale operativa del soccorso, la gravità della situazione. In attesa dell'arrivo dell'ambulanza, alcuni volontari, esperti di primo soccorso, presenti nella sala del Circolo, hanno cercato di rianimare Moreno Chetoni, che però, dava solo flebili segni vitali. I volontari, arrivati con un'ambulanza da Ponsacco e quelli che, invece, sul veicolo di soccorso con tanto di medico a bordo, erano arrivati al Romito da Peccioli hanno provato a rianimarlo per oltre un'ora: massaggi cardiaci, l'utilizzo dei defibrillatori. Poi il trasferimento all'ospedale. Ma, pochi istanti dopo l'arrivo al Lotti, Chetoni - che già soffriva di disturbi cardiaci - ha cessato di vivere. Sul posto erano stati chiamati anche la sorella, il cognato e il figlio della vittima. Non era la prima assemblea pubblica alla quale Chetoni partecipava. Anche perché - da un po' di tempo - stava portando avanti una battaglia personale in opposizione a uno dei progetti, che riguardano l'espansione della città. Era contrario alla lottizzazione di Campi d'Era: da proprietario di uno dei terreni di quell'area, dove - secondo i piani dell'amministrazione - dovrebbero sorgere 700 abitazioni, "guidava" una specie di piccolo esercito di oppositori. Una trentina o poco più di cittadini che non hanno dato l'adesione al Consorzio che riunisce coloro che hanno "sposato" il progetto della megalottizzazione. E, l'altra sera, come in altre occasioni, Chetoni era intervenuto proprio per esternare la sua contrarietà verso quello e altri progetti illustrati dal sindaco. Chetoni, separato dalla moglie, viveva con la sorella e il cognato. Lascia un figlio. La salma è stata composta nella cappellina della Pubblica Assistenza. E oggi, nel pomeriggio, dalle 15, al Romito, si terranno i funerali.
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