Il Tirreno

Pontedera

«Noi imprenditori avvolti in una spirale»

Francesca Suggi
«Noi imprenditori avvolti in una spirale»

La riflessione di Diomelli: si investe solo quando c'è futuro

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 PONTEDERA. Sono appese a un filo le speranze di futuro degli imprenditori pontederesi. «Il riflesso negativo delle scelte che il nostro paese sta facendo si sente forte nel mondo delle imprese. Bisogna sicuramente uscire da una spirale che si sta avvitando verso il basso». La riflessione imprenditoriale arriva da Giuseppe Diomelli, presidente e fondatore della Cdc, azienda leader nella produzione e distribuzione di prodotti informatici. Ci tiene a sottolineare che la sua non è un'analisi politica, bensì una sensazione di chi gira il mondo tastando economie. «I fatturati oggi sono in evidente diminuzione, nel nostro campo - spiega - il prezzo medio dei prodotti diminuisce ogni anno e venendo meno la richiesta, i risultati sono ovvi».  Parla di appetibilità degli imprenditori italiani: «Tutte le iniziative che invece di aumentare l'appeal, al contrario la minano ovviamente tolgono agli imprenditori la voglia di investire, perché si fatica a vedere un futuro». In sostanza, in questa situazione generale del paese, tanti tirano i remi in barca: «Per dare un'idea - continua - Oggi i fornitori ci telefonano per piazzare gli ordini, prima non succedeva».  Una ricetta per uscire da questa morsa? «Io non ce l'ho - precisa - vedo solo che ci sono tante cose che non vanno bene e a pagare è la generazione dei redditi. Il Pil è dato da chi produce valore. Tutti questi nuovi balzelli che un giorno dopo l'altro vengono proposti non fanno che aumentare burocrazia e senso di incertezza». Un occhio al paese Italia nei confronti del mondo: «Siamo arretrati a pari dei paese emergenti per velocità di mettere su impresa, accesso al credito, giustizia».

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