Sicurezza
Otto richieste di condanna al processo sullimportazione di prodotti contraffatti
Cosche, cascinese alla sbarra in Calabria
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CASCINA. C'è anche un cascinese tra le persone finite a giudizio per una storia di importazione di prodotti taroccati. Con otto richieste di condanna a pene variabili dai 15 ai cinque anni di reclusione, si è conclusa, davanti ai giudici del Tribunale di Palmi, la requisitoria del pm della Dda di Reggio Calabria, Roberto Di Palma nel processo con rito ordinario scaturito dall'operazione Maestro, condotta nel 2009 contro un'associazione ritenuta legata alla cosca Molè di Gioia Tauro e dedita all'importazione di prodotti contraffatti. Tra gli imputati l'ex direttore della dogana di Gioia Tauro, Adolfo Fracchetti, di 70 anni, di Bolzano e residente a Belfiore (Verona), per il quale il pubblico ministero ha chiesto 5 anni di reclusione. L'accusa ha poi chiesto la condanna a 15 anni per Giuseppe Speranza (70), di Gioia Tauro; 14 anni per Alessandro Giorgi (41), residente nel comune di Cascina e Antonio Albanese (66), di Gioia Tauro; 12 per Angelo Boccardelli (62), di Segni (Roma) e Pietro Francesco Calipa (31), di Polistena; 10 anni per Francesco Cosoleto (25), di Cinquefrondi e Rossella Speranza (42), di Gioia Tauro. Secondo l'accusa, la merce contraffatta proveniente dall'oriente arrivava al porto di Gioia Tauro e da qui i container passavano aggirando i controlli e inondando la penisola di prodotti contraffatti con i marchi delle più famose case di abbigliamento, scarpe, profumeria. Un sistema che, secondo l'accusa, consentiva agli importatori di risparmiare milioni di euro di dazi ed ai Molè di incassare una somma rilevante per il «servizio» reso.
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