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Pontedera

Votava Berlusconi ora lo invita a lasciare «Ci stai rovinando»

Silvio Berlusconi in Parlamento
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Silvio Berlusconi in Parlamento

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 PONSACCO. Imprenditrice. Berlusconiana convinta per una vita. Fino a qualche mese fa, quando in uno dei suoi viaggi di lavoro si sente a disagio, in mezzo a colleghi british che le chiedono se quel che succede in Italia è tutto vero. Lei è Lucia Pacini: presa da un moto di sdegno, prende carta e penna e scrive al presidente "Caro Silvio, dimettiti".  Al timone di una storica azienda del territorio che fa biliardi, Pacini va spesso in giro per la sua attività: India, Russia, Francia, paesi Arabi, Inghilterra. La sua anima azzurra ultimamente si è scolorita, con non poco rammarico. «Premetto che ho sempre votato per Berlusconi e non l'ho mai nascosto - dice - Ma io, come tanti altri ex sostenitori e colleghi, non posso fare finta che non stia succedendo niente. Questo paese ha una credibilità appesa ad un filo, se il presidente non si fa da parte non ci sarà alcuna possibilità di ripartire».  Perentoria, categorica. «Il presidente ha fatto grandi cose, adesso se ha deciso di buttarsi in situazioni e vicende sessuali scomode, lo faccia ma non da presidente».  L'invito ad uscire di scena è l'unico rimedio per uscire da questo stallo secondo l'imprenditrice ponsacchina. «Abbiamo un'azienda da 60 anni e vorremmo continuare ad averla in futuro, il rischio è che questa paralisi tagli questo futuro ai nostri figli». E ribadisce: «Noi italiani non c'entriamo niente con questo bordello che si è creatoce. L'Italia è altro: Bocelli, Armani, la Barilla...siamo vittime, invece, di un fango che non ci appartiene e questo fango, questo circo deve finie con l'uscita di scena del presidente Berlusconi».  In casa dell'imprenditrice ha sempre regnato un curioso dualismo: lei azzurra nell'animo. Il marito, invece, un anti-berlusconiano convinto che adesso esulta per il cambiamento di rotta della moglie.  Che cominci a levarsi un coro di imprenditori contro, proprio dalla Valdera e dintorni per invitare il premier a lasciare la poltrana per il bene dell'Italia?  «Se andandotene, questo paese comincia a riavere la fiducia che si merita - scrive nella lettera Lucia Pacini - allora fallo. Fallo per mia figlia e tutti quelli come lei. Se a questo punto tu presidente non sei piu' credibile non è giusto che questo ricada su di noi. Hai avuto tanto dalla vita: non fare in modo che la tua sete di potere faccia morire noi disidratati».

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