Sicurezza
Terme in crisi il Pd in polemica sulla gestione
Sabrina Chiellini
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Cinzia Romiti e in alto la piscina termale3 MINUTI DI LETTURA
CASCIANA TERME. Il timore di tagli al personale o della chiusura temporanea di alcuni reparti delle Terme è sempre più forte. L'allarme è stato lanciato anche dalle colonne del periodico "Nuova Casciana" il cui direttore è l'assessore alla cultura Luca Fracassi. Se certi contratti a termine (alla moglie e la fidanzata di due consiglieri comunali) sono passati nel silenzio questa volta l'opposizione non è stata a guardare. Cinzia Romiti, segretaria comunale del Pd, preso atto dell'attacco che viene rivolto alla Regione, sempre dalle pagine del periodico, si chiede se sono questi i giusti rapporti che devono esserci tra i soci delle Terme. Domanda come mai in tre anni non si è lavorato in modo efficace per portare il prodotto delle Terme sul mercato privato sapendo che le entrate del servizio sanitario erano destinate a calare. Sul periodico c'è una forte accusa alla Regione che «non mantiene i livelli di convenzione che solo pochi mesi fa ha promesso di confermare, ma addirittura li trasferisce ad altri, assestando un colpo mortale alla sua azienda», si legge nell'articolo che ha innescato un caso. «Si accusa inoltre la Regione di volerci privare della proprietà del Teatro Verdi, costruito con enormi sforzi dai nostri padri e nonni, sorvolando però sul fatto che il teatro costruito dai nonni sarebbe rimasto un magazzino per gli ingombranti e un ricovero per piccioni e cani randagi, se la Regione non avesse concesso quattro milioni di euro di finanziamento per il suo recupero», scrive Romiti. Il conferimento del Teatro serve solo al Comune per mantenere il pacchetto di maggioranza della società. E pensare che pochi mesi fa «durante una commissione paritetica in cui il sindaco annunciava che la Regione voleva evitare il conferimento del teatro all'azienda il cda si era schierato con la Regione a partire dal consigliere del cda Massimo Lenzi (uomo di fiducia del sindaco e ora dimesso dal cda) minacciava di dimettersi se la Regione fosse rimasta inascoltata...». L'ultimo anno di attività delle Terme è stato contrassegnato da grandi silenzi. «La commissione paritetica da noi richiesta a metà ottobre è stata convocata solo per il 10 di novembre. Niente di urgente quindi, per il sindaco. Gli stessi sindacati avevano già richiesto il 7 ottobre i dati necessari a valutare la congruità degli interventi proposti dalla dirigenza e un incontro con i soci, che non mi pare abbia avuto luogo: anche in questo caso nessuna urgenza, quindi». Nel frattempo il giornale della famiglia dell'assessore Fracassi presenta scenari neri per le Terme: «e da qui si leva l'appello a tutti i cittadini per avviare subito proteste "incisive ed eclatanti"», dice Romiti. Ma allora, «perché l'assessore Luca Fracassi e direttore responsabile del giornalino non ha invitato il suo sindaco a spiegare se questa amministrazione si riconosce nella rappresentazione dei fatti dell'articolo? Anche il sindaco ritiene la situazione altrettanto grave e punta il dito contro la Regione Toscana? Quali sono le azioni intraprese dal Comune per ricondurre a ragione il socio?». I soci delle Terme sono due e «ognuno ha da prendersi le sue responsabilità. Perché se le scelte aziendali davvero denotano "completa ignoranza della realtà locale", come si denuncia dal periodico, significa che il socio Comune non ne sa fare valere le ragioni». E questo richiede valutazioni anche sulle scelte operate dal Cda stesso e dalla direzione delle Terme. Il Pd ritiene che «sia urgente dimostrare maggiore intraprendenza sul mercato privato della riabilitazione, del termale e del benessere». E considera «ineludibile un percorso di apertura verso gli investimenti privati, pur mantenendo la proprietà pubblica del patrimonio ed evitando di spezzettare la società».
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