Sicurezza
Lo Scolmatore sarà "scavato" e accoglierà più acqua
Paola Silvi
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Valter PicchiI progetti della Provincia: c'è ancora molto da fare, ma non ci sono soldi
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PONTEDERA. Quasi 58 milioni di euro stanziati contro frane ed alluvioni. Due maxi progetti e un paio di interventi più piccoli, solo in Valdera, per arginare e prevenire i fenomeni calamitosi, razionalizzare i sistemi di allertamento e fronteggiare situazioni di emergenza connesse al rischio idrogeologico e idraulico. L'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi delinea il futuro del territorio passando in rassegna le mosse in programma sullo scacchiere della sicurezza. A cominciare dal progetto definitivo delle casse di espansione dell'Era. «Andremo a gara - spiega l'assessore - entro la fine del 2012 ma il piano è già stato approvato in giunta, per 6 milioni e 600mila euro». L'obiettivo delle 2 casse, una a Romito, l'altra in Val di Cava, è quello di far defluire parte delle portate di piena in aree allagabili, dove non si generano particolari danni, per poi restituirli nella fase calante. «Queste opere idrauliche - aggiunge Picchi - controllano e tutelano la zona con tempi di ritorno ultracentenari». Sul fronte della prevenzione ci sono altre pedine da muovere. «A giorni - continua - dovremo firmare un accordo per chiudere la partita delle manutenzioni straordinarie dello Scolmatore che consentirebbero un miglior deflusso dell'acqua e un aumento considerevole di capienza. Alle origini la portata del canale si aggirava sui 900 metri cubi per secondo». Oggi, dopo 40 anni di cure necessarie ma a volte superficiali, l'indice si è notevolmente abbassato. «L'intervento riguarda la profondità del canale che riscavato a dovere, dovrebbe riportare la funzionalità di questo bypass idraulico ai livelli di una volta». Gli abitanti della Valdera potranno tirare un sospiro di sollievo e dormire sonni tranquilli perché il rischio di criticità, completati i lavori, dovrebbe essere allontanato di un secolo. «Per il prossimo anno - conclude Picchi - dovremo riuscire a trovare i fondi per finanziare le "corde molli" a La Rotta e La Bianca. Dovremo riuscire a innalzare i punti dove l'argine cede e ha un'altezza più bassa». In corso di realizzazione il primo lotto delle casse di espansione a Roffia di San Miniato. «Ma il piano di bacino sarebbe più ampio: oltre 200 milioni da investire sul fronte dell'Arno», avverte l'assessore. Basterebbe trovare le risorse.
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