Finanza
Un presidio al ponte Fraschetta, in via Maremmana e sui guadi di Roglio, Era e Sterza
Le zone osservate speciali
Emilio Chiorazzo
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Una delle strade della Valdera allagate durante una delle ultime piogge Frane e allagamenti, i punti nevralgici della Valdera
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PONSACCO. La cartina del territorio dell'Unione è una macchia arancione e marrone. Sono le frane. Le chiazze azzurro scuro, invece, segnalano i punti dove gli allagamenti sono più frequenti. Nella sede della Protezione civile, alle Melorie, quella cartina, elaborata secondo gli studi dell'Autorità di bacino dell'Arno, è una specie di bussola. I binari su cui scorre l'operato dei volontari della Prociv. «Una fotografia della pericolosità idraulica e delle frane- spiega il responsabile del servizio, Andrea Sodi - Da qui parte la pianificazione e gli interventi che hanno il compito di mitigare il rischio». Lungo l'asta dell'Era sono state fatte o sono in fase di realizzazione o progettazione, delle casse di espansione per ridurre i pericoli. «Lavori che vanno ad abbassare i rischi anche delle piene maggiori- prosegue Sodi - anche se dobbiamo subito precisare una cosa: il rischio zero non esiste, Ci sono variabili che non si possono controllare». C'è la casualità, ma anche i comportamenti. «Quelli dei singoli - spiega il responsabile - sono importanti. I comportamenti devono diventare una componente culturale». Per questo sno state stampate delle pubblicazioni, con le indicazioni delle cose da fare, in caso di allagamenti, alluvioni o esondazioni dei corsi d'acqua. E sono state distribuite a tutte le famiglie della Valdera. Ci sono, sul territorio, zone "osservate" in maniera speciale, dagli uomini della Protezione civile: il ponte Fraschetta, sul Cascina, tra Terricciola e Casciana Terme, ha un presidio fisso, ogni volta che scatta l'allarme meteo, dei volontari di Croce Rossa e Misericordia. Ci sono i guadi sul Roglio, lungo L'Era e la Sterza che vengono normalmente utilizzati da persone per compiere tragitti alternativi e più veloci. Ci sono i cartelli a indicare che non vanno attraversati in certe occasioni, ma, anche per questi, scatta il presidio. Via Maremmana, a Ponsacco, è un punto nevralgico. La strada s'allaga con troppa frequenza. E vicino ci sono le abitazioni di Val di Cava. E poi c'è il capitolo delle frane. Quasi tutta l'Alta Valdera ne è interessata: Casciana Terme, Terricciola, Palaia e Capannoli "pagano" le conseguenze di frane anche recenti. Alcune riguardano terreni privati e non sono state rimosse. Altre, quelle che ricadono su suolo pubblico, o non sono state sistemate perché non creano pericoli immediati oppure per mancanza di risorse. «Per ridurre i pericoli - conclude il responsabile del centro intercomunale delle Melorie - è importante fare prevenzione. È calcolato che si spenda anche meno denaro. E poi la gente, i cittadini, devono abituarsi a segnalare ongi situazione di criticità che si prersenta davanti a loro. Il rischio maggiore è dovuto alla miscela tra l'imperizia, la casualità e il comportamento non corretto della gente. Per questo motivo abbiamo deciso da tempo di andare periodicamente nelle scuole, a parlare con i giovani, a sensibilizzare loro su questi temi».
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