Trasporti
LA LETTERA
Lucia Pacini
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Caro Silvio, chi ti scrive è una persona come tante, che si alza la mattina, va a lavorare, si occupa della figlia, della casa e del marito. Vivo come tutti difficolta' più' o meno grandi e, come tutti, adesso sono molto preoccupata per il futuro. Principalmente quello di mia figlia. Il mio paese, mi consentirai, mi preme meno di lei. C'e' da dire pero' che questi due destini sono legati a meno che lei non decida di andare all'estero a cercarsi opportunità che qui non ci sono. Abbiamo sempre cercato di trasmetterle valori, per farla diventare una persona responsabile, educata, rispettosa del prossimo. Oggi mi chiedo: ma e' davvero cosi'? Il paese in cui vivo ha davvero questo codice? Mi rispondo di no. No se gente come Corona guadagna più' soldi di un medico che salva le vite. No se basta andare nei letti giusti per arrivare anche a ricoprire cariche importanti. Premetto che ti ho sempre considerato un grande uomo, una persona estremamente capace. Tu ne hai fatte di cose, da te c'è solo da imparare. Sento dire: si ma lui ha fatto questo perchè ha corrotto tizio e fregato caio. Guardo la tua famiglia e dico che solo un grande uomo può crescere figli cosi bravi, educati, competenti e capaci. Dubito tu abbia per i tuoi figli le preoccupazioni che noi povera gente abbiamo per i nostri: il loro futuro e' ormai tranquillo a prescindere dal fatto che il mondo adesso guarda il nostro paese con sfiducia e, permettimi, con un po' di pena. Pare che in questa situazione un po' ci siamo per aver un premier che ama le donne e che ha vissuto situazioni un po' troppo audaci. Mi chiedo che bisogno ha un uomo del tuo spessore di circondarsi di galline. Tu hai insegnato questo alle tue figlie? Cosa e' il tuo: delirio di onnipotenza? Forse, ma in questo caso dovevi a mio avviso tener presente che certi comportamenti non sono adatti a chi riveste una carica come la tua. Sembra che adesso tutto dipenda dalla fiducia che il mondo ha in noi. Ti parlo del mondo, non dei tuoi avversari politici che reputo un branco di incompetenti pronti a cambiare direzione con la stessa facilita' con cui si cambiano le mutande (speriamo) pur di rimanere seduti sulle poltrone del luna park con i biglietti premio (pagati da noi che per altro non ci saliamo). Parlo del mondo quello che potrà stabilire se rimaniano un paese di serie A o ci mandano nei campionati regionali. Se qualcosa non cambia temo che la fiducia non ci sarà data. Non mi fido dei politici nostri. Sono certa che non abbiano mai lavorato un giorno nella loro vita. Forse loro non lo sanno, ma non è il datore di lavoro a garantire il posto, ma il cliente. Mi fido pero' del buon senso, e se il fatto che tu te ne vada potra' dare fiducia, ti prego fallo. Fallo per noi che in tutto questo bordello non c entriamo nulla. Fallo per mia figlia e tutti quelli come lei. Se tu a questo punto non sei più' credibile non e' giusto questo si ripercuota su di noi. Dici di volere il bene del paese: dimostralo. Hai avuto tanto dalla vita: non fare in modo che la tua sete di potere faccia morire noi disidratati.
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