Attenzione
Sotto la Rocca spunta la città che cambia
Gianni Rosini
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Alcuni scorci depoca del centro storico di San Miniato Foto e carte per rileggere i mutamenti dei luoghi simbolo del paese
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SAN MINIATO. Comprendere il presente e programmare il futuro attraverso ciò che è stato fatto in passato. È questa la formula scelta dall'associazione Moti Carbonari, da Smartarc San Miniato e dal Bucciano Fotofestival per dare vita a una mostra sulle trasformazioni del centro storico sanminiatese dal dopoguerra ad oggi. L'idea è semplice, ma per poterla applicare servono costanza e partecipazione. Per questo motivo i tre gruppi hanno deciso di mettere a disposizione di chiunque fosse interessato immagini, fotografie e piantine che mostrino lo sviluppo urbano del capoluogo. Dalla ricostruzione della Rocca Federiciana dopo il secondo conflitto mondiale, passando per le immagini che mostrano i cambiamenti e gli sviluppi dei luoghi simbolo del paese durante le varie epoche, fino ad arrivare all'ultima importante opera del centro storico di San Miniato, il Bastione. «Questo deve essere - afferma l'architetto Anna Braschi, una delle promotrici dell'iniziativa - il punto di partenza per iniziare un vero e proprio studio del nostro territorio, delle cause e processi che hanno dato origine a quello che oggi è San Miniato. Soltanto capendo i meccanismi con i quali il paese si è sviluppato si può iniziare ad avanzare proposte e programmare i futuri interventi necessari ad un ulteriore crescita del centro». L'esposizione, che si terrà nelle sale dell'ex frantoio di San Domenico per tutto il periodo della Mostra Mercato del Tartufo Bianco, è ancora in fase embrionale, ma l'obiettivo è quello di dare continuità ad un progetto che potrebbe diventare, addirittura, permanente. «La nostra ricerca di materiale - continua Braschi - non si è certo fermata. Siamo appena all'inizio di quello che speriamo possa diventare un vero e proprio laboratorio permanente di studio sul nostro centro storico». Anche Francesco Fiumalbi, di Smartarc San Miniato, è tra i curatori del nuovo progetto e spiega quali potrebbero essere i riscontri positivi dell'iniziativa. «La mostra - dice - vuol essere un ulteriore veicolo attraverso il quale cercare di comprendere i meccanismi di sviluppo del centro storico, tema che da un po' di tempo è al centro delle discussioni dei vari gruppi di cittadini e consulte territoriali. Partire da ciò che già è stato fatto può essere il miglior modo di iniziare una nuova fase di programmazione e riprogettazione».
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