Il Tirreno

Pontedera

«No alla fabbrica delle sagre»

Giacomo Pelfer
I volontari del circolo Arci de La Serra in occasione della Sagra del cunigliolo fritto
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I volontari del circolo Arci de La Serra in occasione della Sagra del cunigliolo fritto

Scoppia la polemica sul nuovo progetto, ridimensionato, de La Serra

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SAN MINIATO. All'inizio doveva essere una struttura temporanea, da rimuovere con l'inizio dei lavori per la nuova casa del popolo de La Serra. Invece, il famoso tendone che da alcuni anni ospita feste e sagre di grande richiamo, è destinato a rimanere. Lo prevede la variante al progetto per la nuova casa del popolo della frazione, presentato dalla cooperativa "La Serra" (proprietaria del terreno) e illustrato nei giorni scorsi in consiglio comunale. Spariscono, rispetto al vecchio progetto, la piscina e uno dei due campi di calcetto, mentre la struttura in muratura viene ridimensionata nelle volumetrie, mantenendo a fianco il famoso tendone.

Tutt'intorno, 8mila metri quadri di terreno, che potrà essere adibito a parcheggio. Un progetto che fa discutere, destinato probabilmente a peggiorare ancora i già tesissimi rapporti tra il locale circolo Arci e alcuni ristoratori della zona. Tanti i dubbi espressi in consiglio comunale. «Una fabbrica delle sagre», la definisce Roberto Ferraro (Pdl). «Nel progetto originario - dice - era prevista solo una piccola stanza per la ristorazione, mentre adesso si rende permanente una struttura nata come temporanea». Il circolo Arci La Serra organizza, sotto il tendone, una serie di sagre di successo, oltre ad ospitare cene e manifestazioni di associazioni sportive, rioni pontaegolesi e Misericordia.

«Mantenere quella struttura sarà un danno per i ristoratori - ha detto Elisa Bini (Pdl) -; anche l'estensione dei parcheggi fa pensare più ad un ristorante che ad una casa del popolo». Sulla stessa lunghezza d'onda Laura Cavallini di Sel: «Con la variante si è perso quello spirito di socialità che caratterizzava il progetto originario». Sostegno alla variante è arrivato invece dai banchi Pd: «Parliamo di un progetto particolarmente sentito nella frazione - ha spiegato Francesco Lupi, residente a La Serra -; non si perde assolutamente il valore sociale. I regolamenti sulla durata delle sagre, poi, ci sono già». «E' un'opera fondamentale per la Valdegola - ha aggiunto Simone Giglioli -. La struttura rimane un polo aggregativo, che deve essere anche in grado, però, di mantenersi economicamente».

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