La decisione della famiglia Gennai dopo la morte del padre
Nella storica bottega di Lemano un museo del mastro scarpaio
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Lemano nella sua bottega 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Non hanno trovato nessuno all'altezza del padre. Quelle mani da mastro calzolaio che in 70 anni di attività avevano reso Lemano Gennai il simbolo di un mestiere in via di estinzione. Così sarà: dopo la morte dello storico scarpaio volterrano, la settimana scorsa, arriva la decisione dei figli di non vendere più la bottega di via Porta all'Arca. Diventerà una sorta di "museo" di un mestiere che non esiste più, un omaggio al padre. «Esporremo tutti i vecchi utensili che utilizzava babbo, dai martelli ai tre piedi in ferro ai trincetti e useremo il resto del locale per fare delle piccole riparazioni a noi di casa», spiega il figlio Daniele, ex dipendente Enel. «Diverse persone ci hanno chiesto di rilevare il negozio, noi non pretendiamo la professionalità del nostro babbo, ma sicuramente questo è un lavoro dove non ci si può improvvisare. Per questo abbiamo deciso di mantenere intatta la memoria di Lemano e della sua arte», spiega lui che conserva le ceneri del caro in un urna sulla cappa del camino di casa. Daniele passa in rassegna alcuni dei lavori più prestigiosi di Lemano Gennai: dalle sue mani uscirono pure quelle sedie da regista per Luchino Visconti e Claudia Cardinale sul set del celeberrimo film "Vaghe stelle dell'Orsa". Dopo oltre mezzo secolo di attività Volterra resta sprovvista di un negozio di calzolaio. In questa direzione, nel luglio scorso, aveva fatto un appello ai giovani in cerca di prima occupazione proprio il sindaco Marco Buselli. Tra meno di un mese, però, qualcuno da Pomarance arriva a colmare la lacuna. Lei è Giuliana Tridenti, la pomarancina "apprendista ciabattina", che proprio a Volterra alla bottega artigiana di Elio Dell'Aiuto aveva imparato a 46 anni, l'arte della calzoleria. «Tra poco meno di un mese e mezzo - racconta Giuliana - in via San Lino 19 si inaugurerà il mio negozio. Già sabato mattina sarò lì per sistemare le ultime cose ed iniziare ad imbiancare». Le pratiche in Comune sono già state portate, e per questo «voglio ringraziare il sindaco perché mi ha sostenuto, in quella che è una vera e propria rinascita artigiana per la città». Per ora «le spese sono molte, - conclude Giuliana - ed il mio pensiero è che la bottega riesca a dare un servizio ai volterrani, così da poter non perdere nuovamente quella che è un'importante professione». R.R.
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