Sicurezza
Un paese accerchiato dalle concessioni
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Le ruspe allinterno del cantiere dei Boschini a Saline Il Comitato contro l'attività della Solvay: le nostre ragioni per protestare
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SALINE. Un paese completamente accerchiato dalle concessioni minerarie. Distanze di estrazione del salgemma dall'abitato che non assicurano contro la possibilità di danni agli immobili. E ancora distruzione dell'ambiente per una superficie di oltre 2mila ettari: sono tante le ragioni del no messe in fila dal Comitato per la difesa della Valdicecina contro lo sfruttamento delle concessioni Solvay. Una sfilza di ragioni, deliberate nei giorni scorsi dall'assemblea. «Lo sfruttamento delle concessioni Poppiano, Volterra e Cecina al ritmo della multinazionale, è insostenibile per il territorio. Ci opporremo con tutte le nostre forze al contratto che concede a Solvay lo sfruttamento delle risorse di salgemma. Siamo convinti che la sua messa in opera decreterà l'annientamento di tutte le possibilità di sviluppo non solo della nostra comunità salinese, ma della Valdicecina», dicono. Tanti i punti su cui il Comitato concorda e sui quali porterà avanti la propria battaglia, anche legale se servirà. Tra questi l'impossibilità di sviluppo: laddove ci siano concessioni minerarie la legge vieta la costruzione di qualsiasi tipo di infrastrutture (strade, edilizia pubblica e privata, piani industriali) per decine di anni dalla dismissione; milioni di metri cubi di acqua prelevati dal Cecina. «E' indubbio che la messa in secca di alcuni tratti del fiume nel periodo estivo sia direttamente connessa allo sfruttamento dell'acquifero da parte di Solvay». E ancora: l'esaurimento del salgemma in pochi decenni rispetto alle centinaia di anni che basterebbero alla salina per la propria produzione.
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