Italia
Ucciso da un infarto a 42 anni
Andreas Quirici
◗
Pietro Fiumanò Si è sentito male appena sveglio. Era dirigente di una squadra di calcio
3 MINUTI DI LETTURA
MONTOPOLI. Si sarebbe dovuto incontrare ieri mattina presto con un suo amico, prima di andare a lavoro. Ma Pietro Fiumanò, 42 anni, a quell'appuntamento non è mai arrivato. Stroncato da un problema cardiaco appena sveglio, mentre si trovava ancora in casa, l'uomo lascia un figlio di 6 anni e la compagna, Adriana Stoica, una rumena con cui si sarebbe dovuto sposare, dopo essersi separato dalla precedente moglie. L'altro giorno, Pietro aveva accusato un malore allo stomaco ed era andato dalla dottoressa Rosita Pallesi per farsi visitare. «Quando è arrivato da me - racconta il medico - non aveva più il malore. Tutto era nella norma e niente faceva pensare a un epilogo come quello che si è poi verificato. Gli ho dato alcuni farmaci per i disturbi allo stomaco di cui soffriva da tempo». Fiumanò era appassionato di rally ed era un tifoso del Milan. Era responsabile del reparto dei bottali alla conceria Vogue Finish di Santa Croce. Da pochi anni era anche dirigente dell'Associazione calcistica Castel del Bosco, dove uno dei fratelli allena la squadra di terza categoria. Ieri mattina si sarebbe dovuto incontrare con Stefano Bonfanti, un altro dirigente della società. «Lo aspettavo al bar, vicino a casa sua - racconta -. Non arrivava, ma poi ho visto l'ambulanza e mi hanno detto che si trattava di Pietro». Ben voluto da tutti in paese, Pietro faceva parte di una famiglia numerosa originaria di Cutro, in provincia di Crotone, e che negli anni ha messo radici stabili nella zona. I genitori, mamma Giuseppina e il babbo Giuseppe, erano arrivati in Toscana negli anni Sessanta. L'uomo aveva trovato un lavoro nel settore conciario, per poi morire delle stesse cause del figlio alla giovane età di 47 anni. La donna, invece, si occupava della casa. Sette i figli della coppia: Salvatore, Domenico, Francesco, Serafina, Stella, Caterina e, appunto, Pietro. Tutti, eccetto Serafina che si era trasferita a Bologna, hanno trovato lavoro nel mondo delle conce del comprensorio del Cuoio. La notizia della morte del 42enne si è diffusa in pochissimo tempo. «Non aveva mai accusato problemi di questo genere - racconta Giovanni Baiamonte, titolare dell'azienda "Il Furetto" di Castel del Bosco e suo grande amico - era robusto, si teneva ed era davvero un bravissimo ragazzo». Domenica, il Castel del Bosco avrebbe dovuto giocare in casa contro il Vione, squadra di Ponte Buggianese, ma la società pisana ha inviato un fax alla sezione pisana della Federazione italiana gioco calcio per chiedere di rimandare l'incontro. La risposta da parte della Figc è attesa per le prossime ore, con la gara che potrebbe essere recuperata la prossima settimana in notturna. I funerali di Pietro si svolgeranno domani alle 14,30 nella chiesa di San Brunone Abate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
