Sicurezza
Ultima lavorazione delle olive per la cooperativa San Vittore: non abbiamo scelta
Debiti e lavoratori senza stipendio lo storico frantoio è in vendita
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Lattività allinterno della Cooperativa Accanto un momento della frangitura 2 MINUTI DI LETTURA
POMARANCE. Quasi tre milioni di debiti, cinque dipendenti che da tempo non ricevono lo stipendio, una linea di produzione ferma. Frantoio e immobili sono in vendita dopo oltre 50 anni di attività. È in caduta libera la Cooperativa San Vittore, storico frantoio di Pomarance. Colpita da seri problemi economici, la cooperativa è costretta ormai a mettersi sul mercato. «È una situazione davvero spiacevole - spiega il presidente della cooperativa Michele Fedeli - venuta a crearsi col tempo e alla quale stiamo cercando di rimediare in tutti i modi». E aggiunge: «Negli ultimi anni per tanti motivi e nonostante l'impegno non siamo riusciti a mantenere una produzione sufficiente a gestire e mantenere la cooperativa, e ora l'unica soluzione è vendere e poi cercare una nuova sistemazione, magari più piccola e sostenibile». Il frantoio, attivo nella zona dal 1956, opera su due linee, e dà lavoro a cinque dipendenti, che purtroppo da mesi non ricevono lo stipendio nonostante proteste e vertenze sindacali. La cooperativa, fortemente indebitata con banche e privati, ha dunque deciso, anche grazie all'interessamento delle istituzioni, di mettere in vendita i beni immobili a prezzi competitivi per rientrare almeno parzialmente delle passività. Un rosso che sembra ammonti a un totale di circa tre milioni. «Dopo lunghe trattative - conclude Fedeli - siamo riusciti a ottenere un nuovo status per i nostri terreni, facendoli passare da uso industriale a uso turistico-ricettivo. In questo modo gli eventuali acquirenti potranno sfruttare la zona con finalità di questo genere, garantendo un valore più elevato all'intero complesso». I numeri li fornisce il presidente della San Vittore. «Si tratta di ben 7.500 metri quadrati di superficie utile costruibile, in un'area di particolare interesse paesaggistico e naturale - dice -. Sono diverse le agenzie immobiliari interessate a questo affare, il che ci fa ben sperare per un buon esito di questa trattativa. E ciò perché sarebbe fondamentale per noi, per provare a sistemare una situazione che non avremmo mai voluto affrontare». «Nel frattempo, comunque, continuiamo a lavorare nonostante l'annata storta - conclude Michele Fedeli -, per salvare il raccolto e offrire un prodotto sempre qualitativamente elevato». Nicolò Colombini Vinicio Bibbiani
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