Il Tirreno

Pontedera

Revocate quattro case popolari

Sabrina Chiellini
Alloggi popolari a San Lorenzo
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Alloggi popolari a San Lorenzo

Dopo i controlli sulle dichiarazioni Isee presentate al Comune

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 CASCINA. I furbetti, in questo caso si parla di cittadini che chiedono la casa popolare, i contributi sugli affitti o altre agevolazioni che riguardano i servizi sociali (ma capita anche per quelli scolastici), sono sempre dietro l'angolo. Non è una novità, così come non lo sono i controlli sulle autocertificazioni che vengono consegnate al Comune per ottenere gli aiuti. Di solito sono effettuati a campione dalla Guardia di Finanza. Da alcuni mesi gli uffici comunali hanno intensificato le verifiche sulle dichiarazioni Isee proprio per dare la caccia a chi cerca di truffare la pubblica amministrazione ottenendo vantaggi a cui non ha diritto.  «Da settembre abbiamo iniziato una serie di controlli incrociati - ha spiegato l'assessore al sociale Fernando Mellea - mettendo insieme i dati di Apes, del catasto e dell'Agenzia delle Entrate. Presto avremo la possibilità di fare confronti anche con i nostri servizi demografici per verificare non solo i redditi ma anche l'attendibilità delle comunicazioni di tipo anagrafico. Così come avremo accesso ai dati della Motorizzazione così da andare a guardare le automobili di proprietà di chi chiede agevolazioni o contributi».  Nel corso del 2010 e nei primi mesi dell'anno i controlli fatti "in proprio" dal Comune - che affiancano quelli della Guardia di Finanza - hanno permesso di scoprire quattro cittadini che abitano in alloggi popolari senza averne diritto. Sono inoltre stati recuperati circa seimila euro assegnati a famiglie che avevano richiesto il contributo per pagare l'affitto di casa ma non ne avevano diritto.  «Cerchiamo in questo modo di responsabilizzare i cittadini, recuperare risorse - hanno spiegato il sindaco Alessio Antonelli e l'assessore Mellea - e al tempo stesso di ottenere una maggiore efficienza nell'erogazione dei servizi». Se la Finanza controlla un 20 per cento delle autodichiarazioni dei cittadini, gli uffici comunali hanno la possibilità di estendere il numero delle verifiche e di intervenire subito in caso di irregolarità, prima che il contributo sia erogato».  Nel caso delle quattro famiglie (tre scoperte dal Comune, una dalla Finanza) che avevano una casa popolare senza averne diritto il Comune ha attivato le procedere per la revoca dell'alloggio. Una di queste famiglie possedeva una casa in comproprietà e altri due nuclei avevano un alloggio di proprietà che loro non ritenevano idoneo ad essere abitato. Un quarto non aveva inserito parte dei redditi nell'Isee. In questo caso il cittadino avrebbe avuto comunque diritto alla casa popolare ma per questa irregolarità si è "giocato" i titoli per stare sotto un tetto Apes. «Sono emerse diverse irregolarità nella compilazione dei moduli - ha detto Claudia Del Lungo, responsabile del settore sociale del Comune - molti sono gli extracomunitari che hanno difficoltà a misurarsi con la burocrazia».  Il Comune è al lavoro per costituire il consiglio tributario, così come previsto dall'ultima Finanziaria che ha "rispolevato" una vecchia legge, per incentivare la lotta all'evasione fiscale. «Saranno segnalati al Fisco - dice il sindaco Antonelli - quei cittadini che hanno un tenore di vita elevato che può apparire in contrasto con le loro dichiarazioni dei redditi. La somma che verrà recuperata, in caso di evasioni accertate, entrerà nelle casse del Comune».

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